Reddito di cittadinanza a rischio Possono perderlo 4 teatini su 10

Il governo vuole dare lo stop al sussidio per chi può lavorare: in città lo percepiscono 3.700 famiglie L’assessore Maretti: «Siamo preoccupati per i risvolti, ma il Comune sta implementando gli aiuti»
CHIETI . Quattro teatini su dieci attualmente percettori del reddito di cittadinanza rischiano di non poter beneficiare più del sussidio statale. Le parole della neo presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, «la soluzione non è il reddito di cittadinanza ma il lavoro» per chi è in grado di ottenerlo, confermano la volontà di dare uno stop al contributo che, «per come è stato pensato, ha rappresentato una sconfitta». Un provvedimento che rischia di tagliare l’assegno a molte famiglie: a livello nazionale, secondo il rapporto Anpal, il 40 per cento di chi oggi riceve il sussidio mensile rischia di dovergli dire addio, Dati che si ripropongono anche su Chieti, dove sono 3.700 le famiglie che percepiscono il sussidio su 22mila nuclei residenti in città. «Il nostro è un territorio che risponde alle stesse statistiche di quello nazionale», afferma l’assessore comunale al sociale, Mara Maretti, «quindi quella citata è una percentuale verosimile anche nella nostra città».
«EFFETTO BOOMERANG»
L’assessore non nasconde i suoi timori per la volontà del governo. «Le intenzioni non mi vedono favorevole perché potrebbero causare un boomerang enorme sulle spalle delle amministrazioni locali», è la sua riflessione, «se lo Stato non eroga più aiuti i cittadini vengono a chiedere supporto agli enti locali». Un’altra sfida molto difficile per i Comuni: «La preoccupazione è molto forte, ritengo che abolire il reddito di cittadinanza in questo momento sia la scelta più sbagliata da fare, anche se ovviamente può e deve essere migliorato».
I PROVVEDIMENTI
Ma alle preoccupazioni dell’assessore si mescola anche il lavoro che l’amministrazione comunale sta portando avanti per fronteggiare la crisi economica e la sempre più alta richiesta di aiuti che arriva dalla popolazione. «Nel prossimo piano sociale distrettuale attualmente in lavorazione, che dovrà essere approvato a breve, abbiamo previsto lo stanziamento di risorse aggiuntive per il pronto intervento sociale», sottolinea Maretti. «Abbiamo potenziato molto i servizi dedicati al supporto per tentare di aiutare le famiglie che si sono trovate, prima con il Covid e poi con la crisi energetica, a dover affrontare spese molto più alte».
EMERGENZA ABITATIVA
Il Comune è attivo anche rispetto ad altri interventi come quelli contro l’emergenza abitativa, «che partiranno a giorni», e la stazione di posta che prevede il potenziamento della mensa e altri servizi dedicati alla povertà assoluta. «Ci stiamo attrezzando, inoltre, per quanto riguarda il pagamento delle utenze per le famiglie che non sono in grado di far fronte ai rincari», aggiunge l’assessore. «Il pronto intervento sociale prevede, a seguito della presa in carico (quindi va presentata domanda al segretariato sociale, ndr) il rimborso del pagamento delle bollette o il pagamento vero e proprio delle bollette. Tra l’altro a breve attiveremo anche il modulo di richiesta sull’app smart.Pa in modo tale che, chi ha difficoltà di chiedere aiuto direttamente al segretariato sociale, lo possa fare in maniera dematerializzata».
PERIODO DIFFICILE
«Stiamo andando incontro a un periodo particolarmente difficile», conclude Maretti, «abbiamo la possibilità di definire maggiori risorse su una nuova programmazione sociale e lo stiamo facendo. Nessuno viene lasciato da solo di fronte ale sue difficoltà».
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