Reddito di cittadinanza, ecco i lavori di pubblica utilità

LANCIANO . Scatta anche nel Comune di Lanciano, la fase due del reddito di cittadinanza. Si tratta di un obbligo per i beneficiari del sussidio, previsto da un decreto del ministero del Lavoro appena...
LANCIANO . Scatta anche nel Comune di Lanciano, la fase due del reddito di cittadinanza. Si tratta di un obbligo per i beneficiari del sussidio, previsto da un decreto del ministero del Lavoro appena entrato in vigore (l’8 gennaio 2020), di svolgere i cosiddetti Puc, progetti di pubblica utilità per lavori utili alla collettività. Se da un lato quindi, a causa dell’enorme mole di lavoro delle agenzie delle entrate, Inps e Comuni e dei ritardi con cui il ministero ha fatto partire la misura, tutti i 948 beneficiari lancianesi del reddito di cittadinanza non hanno ancora ricevuto alcuna offerta di lavoro, dall’altro l’ufficio delle Politiche sociali sta lavorando molto attentamente e in linea coi tempi della misura. «Stiamo già preparando i Puc», spiega l’assessore Dora Bendotti, «un po’ perché lo prevede obbligatoriamente il decreto, ma soprattutto perché in questa misura abbiamo fin da subito investito in risorse umane e formazione. Grazie alla professionalità e abnegazione delle persone che lavorano alle Politiche sociali, siamo diventati comune capofila in Abruzzo per questo sussidio e ci troviamo in linea con i tempi previsti dal decreto».
I beneficiari del reddito di cittadinanza, così come recitano le disposizioni ministeriali, «sono tenuti a svolgere progetti utili alla collettività (Puc) nel Comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. I Comuni sono responsabili dei Puc e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti. Oltre a un obbligo, i Puc rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività». «Ci sono casi di furbetti», commenta ancora l’assessore, «qualcuno prova a eludere i controlli. Per questo considero il reddito di cittadinanza una misura utile, ma che manca purtroppo di strumenti per essere applicata al meglio. Se pensiamo che nel nostro centro per l’impiego ci sono solo 4 navigator (che hanno il compito di seguire chi ha perso il lavoro, formarlo e reinserirlo nel mondo del lavoro ndc) per 49 comuni, ci si rende conto di quanto sia difficile mettere in pratica questa misura». (d.d.l.)

