Reddito di cittadinanza, in 300 al lavoro

Con dieci mesi di ritardo il Comune pronto a impiegare i beneficiari del sussidio: al via progetti sociali
CHIETI . Finalmente il Comune riesce a impiegare i beneficiari del reddito di cittadinanza. Con circa dieci mesi di ritardo rispetto a quella che doveva essere la partenza della cosiddetta fase 2, va in porto la possibilità di mettere al lavoro, per dare servizi alla città e per sole 8 ore settimanali (aumentabili fino a 16 ore), chi percepisce il sussidio statale. Con la grave carenza di personale comunale e con la difficile situazione dovuta alla recrudescenza dell’emergenza Covid, i 300 beneficiari del reddito potrebbero diventare una manna dal cielo. Saranno impiegati in progetti che riguardano il sociale, ambito particolarmente messo sotto stress proprio dalla ripartenza dei contagi.
A deciderlo sono stati il sindaco Diego Ferrara e i due assessori comunali alle politiche sociali e alla sanità, Mara Maretti e Giancarlo Cascini. Il Comune, in collaborazione con realtà territoriali operanti nel terzo settore, ha predisposto e approvato 10 progetti utili alla collettività, i cosiddetti Puc. Attualmente gli uffici stanno effettuando le procedure che abbinano i singoli utenti ai Puc che più rispecchiano le loro capacità.
Per questa prima fase saranno impegnati circa 300 utenti che inizieranno le loro attività già dai prossimi giorni, in maniera scaglionata e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. I progetti sono stati pensati per avere una durata annuale, in modo da consentire un ricambio di personale costante per dare la possibilità a più beneficiari di assolvere al loro dovere.
«Si tratta di una possibilità che questa amministrazione comunale vuole incrementare e mettere a regime subito», ha detto il sindaco Ferrara, «perché il Comune, specie in questo momento, ha un vitale bisogno di forze. Un po’ di respiro arriverà anche dalle 12 assunzioni che verranno fatte entro fine anno. Sono convinto che serva anche a motivare i percettori del reddito di cittadinanza, nato proprio per sostenere persone in stato di difficoltà, perché senza un lavoro e a dare un segnale concreto di utilità di questa misura. Il fine ultimo (come previsto dalle linee guida ministeriali) è quello di dare la possibilità a tutti i beneficiari di reddito di cittadinanza di poter dare il loro contributo partecipando ai Puc». (a.i.)

