Reddito di cittadinanza, scattano 3 denunce

Miglianico. I carabinieri scoprono romene con il sussidio, ottenuto attraverso false dichiarazioni
MIGLIANICO . I carabinieri della stazione di Miglianico hanno individuato e denunciato alla Procura di Chieti tre giovani romene nell’ambito dell’attività di controllo al contrasto per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza. Le indagini sono state svolte in collaborazione con il Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri presso l’ispettorato territoriale del lavoro di Chieti-Pescara. Le verifiche hanno permesso di accertare che le tre donne, di cui due gravate da diversi precedenti, sono legate da vincoli di parentela, vivono nello stesso stabile, hanno uno stato di famiglia composto da undici persone che comprende i figli, mariti e compagni con cui sono impegnate nella raccolta di rottami ferrosi.
Per ottenere il beneficio hanno compilato la dichiarazione sostitutiva unica con dati falsi rispetto all’esatta residenza e composizione del nucleo familiare e hanno omesso di dichiarare che sono proprietarie di tre automobili e due furgoni. In più di un anno, hanno sottratto alle casse dell’Erario risorse per oltre 20mila euro, che dovranno restituire. L’Inps di Chieti, inoltre, ha provveduto a revocare il beneficio in tempi rapidissimi. Le indagini dei carabinieri di Miglianico proseguono per accertare se hanno beneficiato, illegalmente, di ulteriori sussidi.
È l’ennesimo scacco ai furbetti del reddito di cittadinanza. Solo qualche settimana ne sono stati scoperti altri due dai carabinieri delle stazioni di Fossacesia e San Vito. Si trattava di un 49enne di Sant’Apollinare, frazione di San Vito, e di una 30enne straniera, proveniente da un Paese dell’Africa meridionale, che percepivano illegalmente gli aiuti economici destinati alle famiglie in condizioni di difficoltà. (a.s.)
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