«Regioni unite per sostenere Stellantis»

Il presidente Marsilio all’incontro col ministro Urso su Fca Italy (ex Sevel): finalmente adesso si fa un gioco di squadra
ATESSA. «Finalmente c'è un governo che mette insieme tutte le Regioni che hanno fabbriche Stellantis, per ragionare insieme su come affrontare la crisi e il futuro dell'automotive che deve continuare a investire in Italia». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine dell'incontro convocato ieri pomeriggio a Roma dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, con i sette presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Molise e Campania, territori che ospitano gli stabilimenti industriali della Stellantis. In Abruzzo c’è Fca Italy (ex Sevel), che produce i furgoni commerciali Ducato.
«Abbiamo ragionato insieme al ministro Urso», ha proseguito Marsilio, «sull'opportunità di fare una strategia comune, una politica nazionale sul rilancio dell'automotive che parta appunto dal confronto con Stellantis. Abbiamo avuto l'opportunità di fare un approfondimento serio, una riflessione profonda sul futuro dell'indotto dell'automobile in Italia e su quale tipo di politica dobbiamo percorrere per permettere all'industria dell'automotive di essere valorizzata, difesa, tutelata e semmai di far tornare a crescere la produzione sul territorio nazionale. È la prima volta in decenni che un governo nazionale prova a mettere in campo una lungimirante azione politica industriale facendo squadra con le Regioni, non lasciandole sole a confrontarsi con i colossi dell'industria, e di questo ringrazio il ministro Urso e il governo di Giorgia Meloni».
Per il ministro è stata «una riunione importante, estremamente costruttiva per definire insieme le linee guida del piano nazionale sull'automotive».
Il piano, ha detto Urso, «dovrà concretizzarsi innanzitutto con un confronto e, mi auguro, con un'intesa di alto profilo, duratura nel tempo, con il gruppo Stellantis, al fine di aumentare le auto prodotte in Italia, di investire, anche con le risorse pubbliche, in nuovi modelli, quelli più sostenibili, nelle auto delle futuro, con tutta la straordinaria filiera dell'automotive e riuscire a tenere insieme quel sistema industriale che ha fatto grande il nostro Paese». (cr.ch.)
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