Regista picchiato per una sigaretta negata

La vittima di 33 anni è finita in ospedale: «In due mi hanno colpito più volte anche quando ero a terra, potevo morire»
CHIETI. L’hanno preso a calci e pugni per una sigaretta negata. È un regista di 33 anni la vittima dell’ennesima aggressione notturna avvenuta in viale Benedetto Croce, di fronte alla Galleria Scalo, nella zona dei locali della movida. L’uomo è finito in ospedale: ha riportato un trauma cranico e una ferita al naso; secondo i medici, ne avrà per almeno sette giorni. Sull’episodio, che si è verificato tra venerdì e sabato scorsi, indaga la polizia di Stato.
LA TESTIMONIANZA
A raccontare le fasi del pestaggio è lo stesso regista, che chiede l’anonimato: «Erano circa le 3.20 e mi trovavo sul marciapiede di fronte alla Galleria. Avevo incontrato alcune persone che conoscevo, ero in compagnia dei miei amici e c’erano anche due ragazzi. I locali stavano tutti chiudendo: noi ci eravamo fermati qualche minuto in più per chiacchierare. All’improvviso si sono avvicinati due ragazzi che mai avevo visto prima, entrambi italiani: erano più piccoli di me, avranno avuto tra i 18 e i 25 anni. Uno di loro, in maniera aggressiva, mi ha detto: “Dammi una sigaretta”. Io gli ho risposto in modo deciso, ma senza esagerare: “No, non ti do niente: sei un bambino, vattene, vedi che devi fare”. All’inizio i due sconosciuti hanno continuato a camminare, senza dire altro, e li ho persi di vista. Io ho ricominciato a parlare con i miei amici».
LE BOTTE
A distanza di poco tempo, è partita l’aggressione. «Uno dei due giovani si è avvicinato nuovamente e mi ha sorpreso alla spalle, tirandomi un pugno alla nuca. È stato un colpo molto violento, tanto da farmi perdere l’equilibrio e cadere a terra. In quel momento, è come se il mio cervello si fosse spento, perché ho perso i sensi. Quando mi sono ripreso, poco dopo, ero tutto sporco di sangue e con il volto gonfio: gli aggressori non c’erano più. Una ragazza che si trovava con me mi ha raccontato che quei due giovani mi avevano preso a pugni e a calci, anche in bocca, quando era a terra. Potevo morire. È stata un’azione fulminea, sarà durata venti, al massimo trenta secondi». A quel punto, è partita la chiamata al 113. Sul posto, nel giro di pochi minuti, sono intervenuti i poliziotti della squadra volante della questura di Chieti. Le immediate ricerche in zona dei violenti non hanno dato esito. «Sì, forse sarei in grado di riconoscere gli aggressori», prosegue il regista. «Di certo, si è trattato di un episodio gravissimo, perché è stato un pestaggio gratuito, avvenuto senza un vero e proprio motivo: è solo una fortuna se, per il momento, non ho avuto conseguenze fisiche più gravi». Dopo un primo racconto dell’episodio fatto agli agenti, il ferito è stato accompagnato da un amico al pronto soccorso del policlinico Santissima Annunziata, dove è entrato in codice giallo.
TRAUMA CRANICO E FERITE
I successivi accertamenti medici hanno evidenziato un trauma cranico e una ferita lacero-contusa alla narice sinistra. Il regista è stato dimesso all’alba, dopo una Tac che ha escluso emorragie cerebrali. «Non è la prima volta che accadono episodi simili», prosegue il 33enne. «Ed è intollerabile che questo avvenga in una città tranquilla come Chieti. Prima o poi c’è il rischio che ci scappi il morto. Ecco perché è giusto che chi mi ha aggredito venga individuato e paghi per ciò che ha fatto. Anche per evitare che, in futuro, possano fare del male ad altre persone». Nell’ultimo anno sono state almeno una decina le aggressioni avvenute davanti ai locali del divertimento notturno e finite anche all’attenzione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Qualche settimana fa, un uomo di 41 anni è stato aggredito in auto, con calci e pugni in faccia, da almeno tre persone: è successo nel parcheggio del complesso condominiale Agorà, a poca distanza dalla stazione ferroviaria e dai locali della movida.
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