Regolamento del verde, è ancora polemica

9 Ottobre 2020

Scontro dopo l’approvazione. Il Pd: il centrodestra voleva ostacolarci. La minoranza: noi fondamentali

VASTO . Il regolamento del verde è stato approvato dopo tredici anni di attesa, ma nonostante il voto all’unanimità continua la polemica tra gli schieramenti politici sul disciplinare chiesto a gran voce dal comitato cittadino e dalle 1.500 persone che firmarono la petizione promossa dopo il taglio degli 8 pini di via Ritucci Chinni. «Il centrodestra cerca di accaparrarsi il merito dell’approvazione del regolamento del verde, ma ha provato in tutti i modi a boicottarne il licenziamento in commissione e il successivo passaggio in consiglio comunale», sostiene Marco Marra, capogruppo del Pd. «I 115 emendamenti presentati per ostacolarne l’approvazione sono stati di fatto ritirati dopo che la maggioranza ha accettato di votarne solo alcuni che non toglievano e non davano nulla al testo originario. L’unico emendamento sostanziale è stato quello presentato dal consigliere Simone Lembo che inseriva le attività produttive tra i soggetti che possono adottare gli spazi verdi pubblici, cosa che era sfuggita durante i lavori della commissione. Avremmo potuto bocciare tranquillamente tutti gli emendamenti presentati dalle minoranze, ma abbiamo favorito il dialogo perché un regolamento approvato all’unanimità è politicamente più solido anche per le future amministrazioni. Il tentativo goffo da parte del centrodestra di appropriarsi di un merito che non gli appartiene è solo falsa propaganda elettorale». Marra aggiunge anche che il documento «non ha subito modifiche sostanziali rispetto al testo originario».
Secondo i consiglieri di minoranza è stato «migliorato un testo visibilmente datato con il contributo di tutte le opposizioni consiliari».
«Quando la maggioranza apre alla collaborazione le soluzioni si trovano», dicono Edmondo Laudazi, Alessandro D’Elisa, Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, «certo sarebbe stato meglio tornare in commissione, ma l’urgenza verificatasi in seguito al taglio selvaggio di alberi disposto dal sindaco Francesco Menna e dai suoi sodali, ci ha indotto a raccogliere le ragioni dell’urgenza e a partecipare alla chiusura di questo primo regolamento. Molto resta da fare: manca un piano del verde pubblico di cui si avverte la necessità da anni, manca addirittura il convincimento che questa amministrazione comunale sia in grado di perseguire gli intendimenti che, a chiacchiere, vorrebbe raggiungere, ma che nei fatti non sembrano interessare nessuno. Basta pensare alla sciatteria con la quale è stato gestito il patrimonio arboreo vastese, le potature spinte degli ultimi anni, la deprecabile situazione dei parchi e delle ville urbane in completo abbandono, l’esigua dotazione dei fondi destinati allo scopo, la mancanza di cura nella manutenzione ordinaria e nella sostituzione delle piante seccate o estirpate lungo i viali cittadini». (a.b.)