Regolamento per l’uso della sala consiliare

Atessa. La minoranza vota contro: «È diventato uno spazio non più accessibile a tutti»
ATESSA. Regolamento per l’utilizzo della sala consiliare approvato dal consiglio comunale, con i voti contrari dei consiglieri di minoranza Enzo Pellegrini, Nicola Cicchitti, Sara Cappellone (LiberAtessa); Carmine Fioriti (Progetto Atessa); Emilio Falcone (M5S. Nei mesi passati l’utilizzo della sala, che ha una ubicazione particolare all’interno del municipio (in pratica non è delimitata da pareti e corrisponde a quello che era l’antico chiostro del vecchio convento), aveva generato alcune polemiche sulla sua concessione. Gli adiacenti spazi comunali della sala consigliare, recentemente, ospitano attività e servizi comunali e non comunali aperti al pubblico per tutto l’arco della settimana. Il regolamento prevede che istituzionalmente la sala possa essere utilizzata per eventuali riunioni delle commissioni comunali; per incontri, cerimonie, ricevimenti o iniziative organizzati o promossi dall’amministrazione comunale o da enti pubblici di concerto con l’amministrazione comunale stessa; per le celebrazioni dei matrimoni civili. Invece, per la concessione in uso a terzi, spetta al presidente del consiglio comunale, di concerto con il sindaco, la concessione all’uso della sala consiliare; non potrà essere concessa quando sono previste sedute del consiglio, nelle giornate festive e prefestive, nelle giornate in cui sono previste manifestazioni teatrali e nelle giornate lavorative in coincidenza con lo svolgimento del normale orario da parte degli uffici comunali.
In caso di utilizzo della sala da parte di terzi non è previsto l’uso dell’impianto di amplificazione. L’ uso della sala consiliare è gratuito salvo il rimborso del costo del compenso per lavoro straordinario da corrispondere al personale comunale addetto all’apertura e sorveglianza della sala.
«Abbiamo votato contro», afferma il consigliere Pellegrini, «perché non sono chiare le motivazioni di divieto all’uso da parte di terzi. Inoltre perché quello è uno spazio pubblico e, qualora non ci dovessero essere interferenze con le attività del Comune, non si capisce perché non possa essere usato così come, del resto, è sempre stato fatto nel passato».
Matteo Del Nobile
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