Renzetti, 8 posti letto in più «Ma il personale dov’è?»

27 Gennaio 2015

L’assessore regionale Paolucci ha promesso il potenziamento del Pronto soccorso Il Nursing Up: in servizio due infermieri in meno, come si fa con l’assistenza?

LANCIANO. Non ci sono solo sorrisi dietro la richiesta alla Asl, da parte dell’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, di attivare 8 posti letto nel Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti. Posti che si andrebbero ad aggiungere agli 8 dell’osservazione temporanea e di quella breve per offrire migliore assistenza al paziente e decongestionare i reparti. «Siamo ben felici della attivazione dei nuovi posti letto nella Medicina di urgenza», dice Patrizia Bianchi del Nursing Up, sindacato degli infermieri, «ma se ci sarà il personale adeguato e dedicato. Al momento, infatti, il Pronto soccorso è già carente, per quanto riguarda il numero degli infermieri, di almeno due unità per turno: come si garantirebbe un’assistenza adeguata con 8 posti letto in più e lo stesso personale? E poi dove saranno collocati questi letti visto che non c’è spazio né nell’ala nuova del Pronto soccorso né in quella vecchia?».

Per il Nursing Up, prima di attivare i letti bisogna trovare il personale visto che a oggi nel reparto lavorano 4 infermieri per turno e non sei e che di questi uno è del 118. Un infermiere che, in caso di chiamata, lascia il reparto d il paziente che stava assistendo per prestare il servizio di emergenza al quale dovrebbe essere interamente dedicato. «È un’anomalia abruzzese quella di avere infermieri del 118 non dedicati ma che fanno parte del personale del pronto soccorso», spiega Francesco Taglieri, dirigente Nursing Up, «solo a Pescara ci sono unità 118 dedicate sia nelle centrali che sulle unità periferiche. A Lanciano, come a Vasto, quindi l’infermiere 118 lo si ritrova a fare i turni nel Pronto soccorso». Con danni notevoli per il paziente; sia quello del Pronto soccorso, che rimane senza assistenza, sia per quello che deve essere soccorso perché per comporre l’equipaggio si perde tempo. «Ci vogliono 4 minuti solo per uscire, dopo aver messo assieme infermiere, medico e autista», fa notare Taglieri, «e se si conta che in 8 minuti bisogna eseguire un intervento nell’area urbana, va da se che si arriva tardi. A questo aggiungiamo che mancano anche i mezzi e che sono mal disposti. Su 2.588 chilometri quadrati di territorio, la Asl ha 12 mezzi, ne concentra due a Chieti, che è un ospedale Hub (ospedale altamente specializzato, ndc), poi ha un’unità a Castiglione che è infermieristica e una a Villa Santa Maria che è affidata ai volontari. Lanciano ha un solo mezzo».

Quindi se l’ambulanza 118 di Lanciano è fuori e arriva un’altra chiamata, la città resta sguarnita. Deve arrivare il mezzo di Atessa o Ortona. «Prima di pensare ad attivare 8 letti nella Medicina d’urgenza», conclude il Nursing Up, «la Asl risolva l’anomalia di avere infermieri 118 non dedicati e adeguatamente formati».

Teresa Di Rocco

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