Reparti e liste d’attesa «Il nuovo Renzetti dia servizi eccellenti»

Le richieste del consiglio comunale all’assessore Paolucci: «La Regione punti pure su strumentazione e personale»
LANCIANO. Realizzazione di un ospedale di I° livello. Interventi su reparti da ristrutturare, strumenti, da acquistare e personale da assumere nell’attuale Renzetti. Potenziamento del distretto e ottimizzazione dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata. Fare in modo che l’assistenza sanitaria dell’ospedale di Lanciano sia efficace, di eccellenza. Sono le richieste contenute nell’ordine del giorno approvato dalla maggioranza di centrosinistra, al termine del consiglio comunale straordinario sulla sanità di venerdì scorso. Un consiglio-fiume a cui ha partecipato anche l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che ad alcune richieste ha anche risposto immediatamente.
Nodo cruciale è stato l’ospedale: sia il nuovo che l’attuale. Per quanto riguarda il nuovo presidio, Paolucci ha dato ampie rassicurazioni sul fatto che i fondi dell’articolo 20 restano per la costruzione dei nuovi presidi come Lanciano. Che sarà un ospedale di 276 posti letto divisi tra area medica, chirurgica e materno infantile; 232 posti per degenza ordinaria e 44 per day hospital, con 6 sale operatorie di cui due solo per il day surgery. Sull’attuale Renzetti ci sono novità importanti. Il sindaco Mario Pupillo, come inserito anche nell’ordine del giorno, ha chiesto che il Renzetti diventi ospedale di 1° livello. Una “definizione” che deriva dal decreto Balduzzi-Lorenzin che divide gli ospedali in base al bacino di utenza. C’è l’ospedale di base con un bacino di utenza da 80mila e 150mila abitanti, quello di primo livello, da 150mila e 300mila, quello di secondo da 600mila a un milione 200mila abitanti. A seconda di ciò l’ospedale ha servizi e reparti. Ad esempio, la medicina d’urgenza non c’è nell’ospedale di base. «Invece nel Renzetti ci sarà», ha assicurato Paolucci, «come altri reparti specialistici come la ginecologia, dove si effettueranno a breve lavori per la sala operatoria e il confort alberghiero, e l’oncologia perché sarà allargato il bacino di utenza di 63mila persone a 160mila inglobando anche l’area di Atessa e di Ortona che avranno altre specializzazioni».
Un annuncio che, indirettamente, ha risposto anche all’altra richiesta della maggioranza: quella di non tagliare più le unità semplici e complesse che ci sono, avendo il Renzetti già pagato dazio con l’ex giunta regionale Chiodi che ha falcidiato oltre 100 posti letto e reparti. «È fondamentale che Lanciano abbia l’ospedale di primo livello per la sicurezza dei cittadini», ha commentato il vicesindaco Pino Valente, «per rilanciare la sanità in questo territorio. Come è importante che sia stato chiarito che non c’è alcuno scippo di fondi per il nuovo ospedale. Ora si deve lavorare sulle liste di attesa e il personale». Note dolenti, soprattutto quella del personale carente che va risolta a stretto giro visto che con le ferie si rischia il collasso di reparti e ambulatori. «Per ridurre le liste di attesa», ha detto l’assessore regionale, «serve la collaborazione anche dei medici di famiglia che non indicano le priorità degli esami andando ad ingolfare il sistema che va migliorato». E anche subito visto che al Renzetti si attendono due anni per la mammografia e venti mesi per un’ecografia dell’addome.
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