Reperti medievali nell’ex convento degli agostiniani

La scoperta durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio Muretti e colonne ridisegnano la storia di Lancianovecchia
LANCIANO. «Ci sono dei reperti, vecchie mura, strutture architettoniche medievali o anche di epoca precedente: bisogna fermare subito i lavori di ristrutturazione nell’ex convento agostiniano». È la sezione frentana di Italia Nostra ad aver presentato alla Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo la richiesta di bloccare subito i lavori in corso nel chiostro di Sant’Agostino, a Lancianovecchia.
Ieri il presidente della sezione di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, ha fatto un sopralluogo assieme al responsabile di zona della Sovrintendenza, notando la presenza di ruderi sotto la pavimentazione che la ditta sta effettuando, colonne che poggiano su strutture più antiche che vanno analizzate. Nel chiostro sono in corso da mesi lavori da parte della curia di Lanciano-Ortona per costruire il “Chiostro della divina provvidenza” in cui tante famiglie frentane in crisi possono trovare un aiuto. La Curia ha ottenuto tutti i permessi necessari per poter effettuare gli interventi, anche quelli della Sovrintendenza tanto che il I lotto di lavori lo ha già chiuso.
Si è trattato di un intervento sul tetto e per il consolidamento della struttura dove sarà assicurata l’assistenza medico-dentistica, il recupero scolastico per le famiglie povere, e, al piano superiore avrà dei mini appartamenti per accogliere per breve tempo famiglie sfrattate o senza tetto. Ma è il II lotto dei lavori, da 165.000 euro, che Italia Nostra ha chiesto di bloccare.
«Si stanno realizzando i pavimenti su una struttura architettonica ben più antica che deve essere invece portata alla luce», prosegue Vinciguerra, «perché può dare la possibilità di ricostruire la topografia dell’area. Può essere un tassello importante nella storia di Lancianovecchia. In un ingresso poi, ci sono delle colonnine dello stesso stile di quelle di Sant’Agostino, che è del 1270, rovinate dai mezzi meccanici usati per fare i lavori: uno scempio. C’è soprattutto uno spazio, contornato dai foratini, che indica la presenza di un seminterrato, di una struttura sottostante l’ex convento. Bisogna capire che cosa sia, se una cisterna come dicono alcuni, un ingresso, se è medievale, o antecedente. Stanno coprendo parti di un vecchio muro tra due colonne che non sono messe in sicurezza. Poi tra il materiale tolto, mattoni non numerati, ci sono frammenti di basamenti di colonne. Per non parlare dell’ascensore che si sta realizzando nel chiostro: è aberrante, vorremo capire come si è potuta dare l’autorizzazione. I lavori sono da bloccare per poter analizzare i reperti».
E non sarebbe strano rinvenire dei tesori nel cuore vecchio della città che, due anni fa, durante i lavori di pavimentazione di via Dei Frentani, ha restituito tombe bizantine, nel 2013 dalla Torre di San Giovanni - accanto il chiostro - ceramiche e una preziosa casula del 1300.
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