Resa dei conti in Comune Scontro su 48 assunzioni

10 Giugno 2019

Oggi consiglio decisivo sul bilancio: i 5 ribelli di Forza Italia contro sindaco e Di Biase Anche la Teateservizi diventa fonte di polemica per la stabilizzazione dei precari

CHIETI. È il giorno della resa dei conti in Comune tra gli schieramenti contrapposti della maggioranza di centrodestra: da una parte ci sono i 5 consiglieri di Forza Italia, legati all’assessore regionale Mauro Febbo, che chiedono la cacciata di Carla Di Biase dalla giunta; dall’altra c’è il sindaco Umberto Di Primio che difende il suo assessore, dice «no ai ricatti di Forza Italia» e parla di «motivi poco nobili» alla base della lite. Ma ormai non è più una scaramuccia: è un muro contro muro che potrebbe scaricare danni sulla città. C’è il rischio della cancellazione di finanziamenti perché un’amministrazione comunale senza bilancio approvato non può bandire gare d’appalto. In questo clima, inizia oggi alle 14 il consiglio comunale dedicato al Documento unico di programmazione (Dup), cioè il piano dei lavori ideato da Di Primio al 2021, e al bilancio, vale a dire l’insieme delle scelte per la città, dagli asili nido fino alle tariffe Tari e alle assunzioni.
La polemica innescata dai 5 ribelli di Forza Italia – il capogruppo Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli – ruota intorno alla posizione di Di Biase, assessore al commercio e candidata alle elezioni regionali del 10 febbraio scorso con Forza Italia, destinataria di una dote di 1.540 voti. Una candidatura che Febbo non avrebbe gradito. Ma non c’è solo questo: sulle giostre spostate dal centro al piazzale dello stadio Angelini, si è scatenata una lite tra l’assessore e Micomonaco. Nodi irrisolti che, adesso, minano la tenuta della maggioranza in un momento decisivo: se il bilancio non fosse approvato cadrebbe l’amministrazione.
Ma c’è anche un altro terreno di scontro: è la Teateservizi, società del Comune che si occupa della riscossione dei tributi. I filoni contestati sono: aggio e assunzioni. I 5 forzisti denunciano un taglio eccessivo dell’aggio che comprometterebbe i conti della Teateservizi; su questo, il sindaco è irremovibile: «Se la Teateservizi non fosse da efficientare e migliorare, come dimostra la scarsa riscossione coattiva, la Corte dei conti, i revisori comunali e il collegio sindacale della società non avrebbero mosso contestazioni e sollevato eccezioni sulla gestione. Bisogna partire da qui: arroccarsi, come qualcuno sta facendo, in sterili difese di parte, ergersi a difensori di interessi non generali, farsi paladini di chi ritiene di essere esente da valutazioni, vuol dire essere qualunquisti e populisti lontani dalla realtà». I 5 dissidenti chiedono la stabilizzazione di 48 precari, 20 subito e 28 tramite avviso pubblico. Il sindaco dice: «Noi vogliamo fortificare la società con l’assunzione di personale a tempo indeterminato: più dignità e tutele per i lavoratori e minori costi. E poi noi vogliamo migliorare, sotto il profilo della efficienza ed economicità, i servizi affidati».