Residence al Turchino, assolti i tre imputati

7 Novembre 2017

San Vito. Proprietario, progettista e ditta esecutrice dei lavori non hanno commesso abusi edilizi

SAN VITO. Assolti con formula piena: non hanno commesso abusi edilizi né violato le norme paesaggistiche nella realizzazione del complesso residenziale “Caletta Turchino”, in località Portelle, Alfredo Di Nardo, legale rappresentante della Polycenter srl, proprietaria dell’immobile, Maria Teresa Di Nardo, progettista, e Romeo Montechiaro della ditta esecutrice dei lavori. Alfredo e Maria Teresa Di Nardo, inoltre, sono stati assolti anche dai reati di falso e truffa, sempre legati alla variante edilizia inerente il residence che fu sequestrato nel 2012. «La sentenza emessa dal giudice Andrea Belli», commentano i legali dei Di Nardo, Alfonso Ucci e Alberto Paone, «conferma l’assoluta correttezza dell’operato dei nostri assistiti pur se non vale a risarcirli degli enormi ed ingiusti danni subiti a seguito di una vicenda, iniziata nel lontano maggio 2012, con il sequestro dell’immobile». Cinque anni e mezzo di udienze e ricorsi, anche per i sigilli che furono apposti dalla Procura al residence che non avrebbe rispettato altezze e avrebbe avuto volumetrie maggiori di quelle concesse; contestate anche variazioni prospettiche, realizzazione di lucernari su alcune coperture a falde e cinque locali sottotetto con altezze maggiori di quelle autorizzate nei permessi di costruire rilasciati dal Comune, parte civile nel processo. «La ditta non ha realizzato alcuna trasformazione urbanistica che non fosse contemplata nella documentazione prodotta agli enti di competenza», dice Ucci, «e non ha violato norme né vincoli». I Di Nardo poi non hanno commesso nemmeno i reati di falso e truffa legati ad una concessione edilizia del residence. Per la Procura, invece, i due avrebbero indotto in errore il Comune e si sarebbero procurati un ingiusto vantaggio patrimoniale iniziando i lavori prima delle autorizzazioni, che invece c’erano. «Oggi anche il giudice ha dichiarato non doversi procedere», chiudono i legali, «in relazione ad alcuni dei reati edilizi minori contestati perché estinti per sopravvenuto rilascio di permesso di costruire in sanatoria ed ha assolto gli imputati da tutti i restanti reati, compreso il falso e la truffa, con la formula “perché il fatto non sussiste”». (t.d.r.)