Residence in abbandono «Degrado per il rione»

29 Aprile 2022

VASTO. Non solo un continuo andirivieni di ragazzi, ma anche deposito di materassi e fornelli da campeggio nei pressi della recinzione, oltre al distacco dall’edificio in costruzione di pezzi di...

VASTO. Non solo un continuo andirivieni di ragazzi, ma anche deposito di materassi e fornelli da campeggio nei pressi della recinzione, oltre al distacco dall’edificio in costruzione di pezzi di lamiera finiti, in alcuni casi, all’interno del cortile del plesso scolastico adiacente. La situazione del residence Rossetti non allarma solo i residenti della zona, ma anche i rappresentanti della minoranza che hanno deciso di riportare il caso in aula. Lo spunto per tornare a discutere dell’edificio è l’interrogazione presentata da Vincenzo Suriani e Francesco Prospero al presidente dell’assemblea civica, Marco Marchesani.
Parlano di «gravi problemi di sicurezza» i due esponenti di Fratelli d’Italia, i quali chiedono «quali iniziative, non limitate alla semplice ordinanza, l’amministrazione intenda attuare per ripristinare il decoro del luogo e la sicurezza di tutto il quartiere, compromessa dal grave stato di degrado e di vandalismo che si registra attorno al cantiere dismesso».
I due consiglieri si sono già occupati della situazione di abbandono del residence con tre interpellanze presentate nel 2016, nel 2017 e nel 2020. «All’esito della terza interpellanza», ricordano Suriani e Prospero, «l’allora assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Forte riferì in consiglio comunale di avere svolto un sopralluogo all’interno del residence abbandonato, accompagnato dai tecnici municipali, constatando condizioni di pericolosità e di abbandono superiori a quelle immaginabili, con ampi pericoli per l’incolumità personale di chiunque si fosse avventurato nell’edificio, compresi i parapetti mancanti e le trombe dell’ascensore non protette. Il sindaco Francesco Menna dispose la messa in sicurezza del cantiere, con due successive ordinanze che hanno ottenuto il parziale ripristino della recinzione perimetrale, con il fine di rendere più difficile l’accesso all’area a vandali e occupatori di ogni tipo. Quella recinzione, parzialmente ripristinata prima della pandemia, risulta oggi del tutto scardinata ed in grado di garantire il libero accesso al cantiere degradato da parte di chi purtroppo lo utilizza per altri scopi». (a.b.)
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