Residence, niente sanatoria Scoppia il caso Del Casale

28 Gennaio 2015

Il centrosinistra boccia il provvedimento ma il segretario Pd aveva lasciato l’aula Cianci: «Il nostro è un voto politico». D’Alessandro: «Maggioranza pasticciona»

VASTO. «Un voto coerente, da sempre contrario e motivato da una serie di ragioni». Paola Cianci, capogruppo consiliare di Rifondazione comunista, partito che insieme a Sel, ha sempre osteggiato il cambio di destinazione d’uso del Molino Village, spiega i motivi che hanno indotto la maggioranza di centrosinistra a bocciare la sanatoria. Lo fa mentre nel Pd scoppia il caso del segretario cittadino, Antonio Del Casale, assente in aula al momento della votazione.

«Ci dispiace aver dovuto affrontare la questione da altri punti di vista, tecnico e giuridico, ma il nostro è stato soprattutto un voto politico», spiega la Cianci, «in consiglio è sempre la politica a dover decidere. Nello specifico volevamo evitare che venisse sconfessato il grande lavoro fatto da chi, nella precedente amministrazione di centrosinistra, sedeva su questi banchi, creando le basi affinché potessimo tornare a vincere le elezioni nel 2011, anche attraverso rivendicazioni politiche in materia di urbanistica volte alla tutela del territorio contro la cementificazione selvaggia, allo sviluppo del turismo e del settore turistico-recettivo, della legalità e della trasparenza degli atti e dei provvedimenti amministrativi. Non avremmo mai voluto che si creasse un precedente a cui ci saremmo esposti in futuro. Però fortunatamente dopo tanto discutere una cosa è sicura: oggi la maggioranza, quella presente in aula, se n’è convinta insieme a noi. Quando si fa una scelta politica ci sono delle indirette conseguenze sul territorio e i suoi abitanti. Noi non abbiamo nulla contro l’imprenditore, né contro i proprietari degli appartamenti che attendevano, già da tempo, una risposta chiara. Certo, la sceneggiata della minoranza che tanto ci accusava di pasticcio politico ha dimostrato solo codardia politica, uscendo dall’aula e non assumendosi le proprie responsabilità davanti ai cittadini», conclude la capogruppo del Prc.

L’opposizione dal canto suo rimarca l’assenza del segretario del Pd. «Del Casale non ha partecipato al voto», sottolinea Davide D’Alessandro (indipendente), «il consiglio comunale, che ha approvato una delibera giudiziaria e non di natura politica, ha evidenziato l’irresponsabilità di una compagine amministrativa pasticciona e inconcludente, che prima concede, poi ritira e, soprattutto omette i controlli. Sono stati i rinvii a giudizio a decretare la svolta di 360 gradi rispetto ad un anno fa», sentenzia il consigliere.

Anna Bontempo

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