Residenze anziani e isolamento «Uniti per superare gli ostacoli»

9 Maggio 2021

Lanciano. L’assessore Bendotti convoca i titolari delle strutture per un confronto dopo mesi di lutti «È necessario che nonni e famiglie tornino ad avere dei piccoli momenti di normalità negli affetti»

LANCIANO. Sono finite nell'occhio del ciclone per settimane, in una situazione di eccezionale gravità che ha coinvolto famiglie e anziani con numerosi morti tra questi ultimi in seguito allo svilupparsi di importanti focolai di contagi. Sono le strutture sanitarie assistenziali (rsa), le strutture socio assistenziali o residenziali per anziani, al centro della preoccupazioni di cittadini e pazienti. E il grido di dolore delle famiglie ha scatenato, negli ultimi mesi, segnalazioni in Procura e in Comune, ispezioni da parte dei Nas e contenziosi privati in cui alcuni cittadini hanno dovuto rivolgersi ad avvocati per poter contattare i propri cari o trasferirli in altra struttura.
Sono due le tipologie di problemi emerse. Da un lato la mancanza di informazioni sulla possibilità di visita da parte delle famiglie e l'impossibilità di consentire incontri in presenza. Per settimane i già fragili anziani, causa Covid, sono stati costretti a una lontananza forzata da figli, nipoti e parenti. Altro problema riguarda le condizioni fisiche e psicologiche dei degenti per le quali alcune famiglie si sono rivolte alle forze dell'ordine o ad avvocati. In un caso segnalato al Centro a una donna sarebbe stato negato perfino di conoscere il menù dell'anziana madre che aveva necessità di una dieta fortemente iposodica e ipoglicemica, oltre al fatto di aver dovuto subire aumenti di retta non segnalati nel contratto, giustificati con il crescere delle spese relative alle dotazioni anti Covid. Disagi che le famiglie e gli anziani spesso hanno subito in silenzio in un periodo reso particolarmente angosciante dalla pandemia da Covid-19.
Di qui l'intervento del Comune tramite l'assessorato alle politiche sociali che, nelle scorse settimane, ha voluto incontrare tutte le strutture con cui l'ente partecipa alle spese per il ricovero di anziani fragili non autosufficienti, disabili medi, disabili gravi, residenziali e semiresidenziali. «L'intento», spiega l'assessore alle politiche sociali Dora Bendotti, «era proprio quello di trovare metodi condivisi da tutti per poter superare l'enorme ostacolo dell'isolamento tra famiglie e pazienti fragili e anche, semplicemente, poterci confrontare sulla situazione generale che stiamo vivendo. E questo affinché sia i nonni che le loro famiglie, possano tornare ad avere piccoli momenti di “normalità degli affetti”». Il primo incontro, a cui non tutti hanno partecipato, è stato proficuo. «Ne è venuto fuori un bel confronto sulle buone pratiche», spiega Bendotti, «che si sono scambiate le varie strutture per gestire al meglio questa situazione».
L'assessorato ha fatto anche il punto delle compartecipazioni. Nel 2020 sono stati 43 gli utenti con indicatore Isee sotto gli 8mila euro annui per i quali il Comune ha versato le quote per il ricovero in 11 strutture dell'ambito frentano (sono 7 invece a Lanciano) con una spesa complessiva di 239.120 euro che viene rendicontata alla Regione per la copertura della quota di spettanza che, tuttavia, quest'anno si è sensibilmente ridotta, riuscendo a coprire circa l'82% del fabbisogno dei comuni dell'ambito. Anche il servizio d’integrazione retta è attinente al ricovero degli anziani in strutture accreditate con il Comune ma, a differenza della compartecipazione, non è una misura prevista dalla normativa regionale e non si fonda sulle esigenze sanitarie del ricovero, ma solo sociali. Per quest'ultimo servizio la spesa 2020 del Comune di Lanciano ha riguardato 12 utenti ricoverati in 5 strutture per 52.300 euro.
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