Residui di bilancio, si rischia il dissesto

8 Luglio 2015

Ortona, domani il voto. Castiglione e Musa: alle porte un disavanzo di 6 milioni, e la colpa è del Pd completamente spaccato

ORTONA. Le scadenze sono ad un passo, il pericolo è notevole. Ortona rischia il dissesto economico e nella seduta del Consiglio comunale di domani la locale classe politica amministrativa sarà chiamata a fare delle scelte: votare la delibera sul ripiano dei residui passivi e attivi oppure no. Dall'esito di questa decisione dipenderà buona parte del futuro di Ortona. La città rischia grosso, l'ipotesi di default è dietro l'angolo. Alla politica il compito di evitare quello che rappresenterebbe un ko per il Comune. Domani è in programma l'ultimo appello dopo il rinvio della votazione che avrebbe dovuto esserci nella seduta consiliare di lunedì, ma che è stata rimandata dopo la richiesta di rinvio da parte del Partito democratico. Ed è proprio attorno al Pd che ruota la questione: il capogruppo del partito, Tommaso Coletti, insieme ai suoi alleati aspettano l'azzeramento della giunta, che il sindaco si era detto disposto a resettare proprio affinché nel mese di maggio potesse essere approvato il bilancio consuntivo 2014, un atto che continuava a slittare da tempo con il rischio di un commissariamento della città. Le parole di Vincenzo D'Ottavio erano state la chiave di volta per la votazione dello stesso bilancio, ma ad oltre un mese da quell'accordo informale la giunta non è stata ancora sciolta. Ed ecco, dunque, il riproporsi di nuove difficoltà proprio su un delicato punto qual è il ripiano dei residui. Entro 45 giorni dalla votazione del bilancio consuntivo dovrà essere approvata la delibera che spalma proprio i residui in un arco di tempo tra i 20 ed i 30 anni. Siamo pertanto agli sgoccioli del mese e mezzo disponibile, domani sarà l'ultima occasione per votare questa soluzione. Se ciò non dovesse accadere il Comune dovrà riconoscere l'intero importo nel 2015, ovvero un disavanzo di circa 6 milioni di euro. «Tale cifra non è assolutamente sopportabile dal nostro bilancio, come si può ben intuire, e quindi andremo in default con tutto quello che comporta questa condizione» sottolineano i consiglieri comunali di minoranza, Leo Castiglione e Franco Musa. «Tutto ciò accade a causa delle beghe interne al Pd ortonese che non riesce a superare la condizione di instabilità. Ogni Consiglio dimostra come una parte del partito del sindaco non sia più in linea con il primo cittadino, fermando e rinviando discussioni su temi importanti per la città e per i cittadini, come i regolamenti, che ormai non vengono neanche più portati all’ordine del giorno». Castiglione e Musa lanciano così la stoccata finale al Partito democratico: «La sua gestione sta portando Ortona in una condizione disastrosa da cui difficilmente riuscirà a risollevarsi».

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