Resort a Colle Foresta, è ancora scontro

L’imprenditore: «Il Comune deve rilasciare subito le autorizzazioni». La replica: contrari all’opera
SAN VITO CHIETINO. «La sentenza del Tar è la fine di un percorso iniziato da oltre 10 anni. Ora il Comune deve eseguire l'ordine dei giudici di procedere con il rilascio dei permessi per il Resort entro 120 giorni. In caso contrario chiederemo la nomina di un commissario ad acta». È Gianni Pagliaroli, dell’omonimo gruppo imprenditoriale che dal 2007 vuole realizzare su Colle Foresta un resort, una struttura ricettiva a 5 stelle, ma che dopo varie vicissitudini anche giudiziarie è ancora fermo, a commentare la sentenza con cui il Tar di Pescara ha accolto il ricorso da lui presentato due anni fa. Il ricorso era volto a far chiudere all’amministrazione Bozzelli il procedimento amministrativo con l’approvazione del Piano di lottizzazione adottato dalla ex giunta Catenaro il 30 ottobre 2015 e ottenere l’annullamento delle delibere con le quali l’attuale amministrazione aveva disposto l’avvio della procedura di revoca della variante puntuale al Prg che ha cambiato la destinazione d’uso di Colle Foresta. «Il Tar ha ritenuto il Comune colpevole di aver adottato, contro il gruppo, atti con vizi di legittimità, emessi peraltro con eccesso di potere e sviamento dell'azione pubblica», evidenzia, sentenza alla mano, Pagliaroli. «Atti privi di motivazione e illegittimi in punto di competenza della giunta e del sindaco. Addirittura i giudici amministrativi si sono domandati finanche come abbiano potuto, sindaco e giunta, agire con atti così pretestuosi ed illegittimi. L’ampia partecipazione – l’iter urbanistico è durato ben oltre 10 anni – di tutti gli enti e l’acquisizione dei necessari pareri positivi hanno sancito con quest’ultima sentenza la fine di una vicenda che ha trascinato per troppo tempo il gruppo Pagliaroli e il Comune di San Vito Chietino in un percorso senza alcuna logica. Voglio che l'ente dia seguito all’ordine del Tar», tuona Pagliaroli, «rilasciando i permessi entro 120 giorni. In caso contrario, non esiteremo a richiedere, con giudizio di ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta affinché si sostituisca proprio al sindaco e alla sua giunta per ottemperare a quanto è dovuto, interrompendo – a spese della collettività – quello che potrei definire un atteggiamento ostativo illecito. Nei prossimi giorni, peraltro, procederemo anche con azione risarcitoria nei confronti dei protagonisti negativi di questa vicenda; solleciteremo, inoltre, la Corte dei Conti affinché assuma i provvedimenti utili al caso». L’amministrazione da parte sua in una nota ha ribadito la contrarietà al Resort, e affermato che «si impegna sin da oggi a cercare le migliori soluzioni tecniche e le vie opportune (anche il ricorso al Consiglio di Stato, ndc) per far valere le ragioni di un territorio che merita di essere tutelato nella sua integrità, invece che offeso da progetti faraonici che ne intendono stravolgere l’identità». (t.d.r.)

