Resort bloccato da undici anni Pagliaroli porta la giunta al Tar

SAN VITO CHIETINO. Aperto un nuovo capitolo giudiziario sulla struttura ricettiva del “San Vito Resort Village”. La Pagliaroli Group che da anni cerca di realizzare il resort a 5 stelle su Colle...
SAN VITO CHIETINO. Aperto un nuovo capitolo giudiziario sulla struttura ricettiva del “San Vito Resort Village”. La Pagliaroli Group che da anni cerca di realizzare il resort a 5 stelle su Colle Foresta ha trascinato dinanzi al Tar di Pescara l’amministrazione Bozzelli, giudicata inerte. La giunta, che ha nominato come difensore l’avvocato Rita Teresa Aruffo, è tranquilla, consapevole di agire nella legalità e nell’interesse del Comune.
Non c’è ancora la parola fine sulla questione del resort che dal 2007 la Pagliaroli intende realizzare su Colle Foresta, da quando cioè acquistò il terreno che era agricolo, per 1.800.000 euro. Anni di carte, autorizzazioni e processi (due quelli per abuso d’ufficio che hanno coinvolto la vecchia giunta Catenaro, alcuni consiglieri e la stessa Pagliaroli assolti poi con formula piena) per la variante al Prg che ha trasformato il terreno da agricolo a turistico-ricettivo che non sono finiti. Secondo la Pagliaroli, in realtà, l’iter è già concluso, manca da mesi solo la ratifica del Comune, che sarebbe dovuta. Invece è tutto fermo. Così, Gianni Pagliaroli, amministratore della società, ha deciso di «impugnare l’inerzia della pubblica amministrazione in violazione della legge che impone di concludere il procedimento entro e non oltre 60 giorni (ai sensi dell’art. 89 del Testo Unico dell’edilizia)» dinanzi al Tar.
Nel ricorso Pagliaroli chiede al Tar di dichiarare l’obbligo da parte del Comune di concludere il procedimento amministrativo relativo all’approvazione del Piano di lottizzazione della società ricorrente, adottato dalla giunta il 30 ottobre 2015, (fu allora respinta l’unica osservazione al piano pervenuta, quella del gruppo consiliare San Vito Bene Comune, oggi alla guida del paese).
Pagliaroli nei giorni scorsi ha precisato che «dopo incontri anche informali, avendo constata l’indifferenza da parte dei nuovi amministratori, sono stato costretto a tutelare i nostri diritti e i nostri accordi commerciali già stipulati con gruppi internazionali. Non è possibile che oggi stiamo ancora parlando di dubbi su diritti assentiti da parte della nostra società che cercherà in ogni sede e in ogni modo di difendersi». Ora la difesa è dinanzi al Tar, ma non si escludono anche altre vie legali. Già nel 2014, quando l’ex giunta Catenaro, favorevole al resort, era in ritardo con l’approvazione della variante al Prg adottata nel 2011 la società inviò una diffida da 7.771.000 euro come risarcimento danni.
«Il ricorso presentato dalla Pagliaroli mira a far chiudere l’iter amministrativo», spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Catenaro, «che noi stiamo ancora analizzando. Al di là della volontà politica di fare o meno il resort (l’amministrazione è contraria al progetto, ndc) stiamo valutando se quanto fatto è corretto. Ci sono 11 anni di carte, documenti e pareri da controllare nell’interesse del Comune che vogliamo capire che benifici otterrà col resort. Per noi il ricorso è infondato». «Non entro sul piano giuridico», dice Guerriero Giannantonio, segretario del Pd, «ma ideologicamente siamo da sempre contrari al resort progetto faraonico, che non porta effettivi benefici al Comune». (t.d.r.)
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