Resort: tutti assolti gli 11 indagati

24 Marzo 2015

Amministratori comunali e costruttori accusati di abuso d’ufficio. Il pm voleva condanne a 2 anni

SAN VITO. L’inchiesta sul resort finisce a sorrisi, abbracci e strette di mano con i propri legali. Si è chiusa con l’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, il processo, con rito abbreviato di fronte al giudice per le udienze preliminari Marina Valente, che ha visto imputati per il reato di concorso in abuso d’ufficio il sindaco Rocco Catenaro, gli assessori e i consiglieri che nel 2011 adottarono la variante al Prg oggetto del processo: Lorenzo Staniscia, Antonio Iarlori, Daniela Giuliante, Luigi Comini, Domenico D’Alessandro, Giuseppe De Nobile e Massimo D’Alessandro rappresentati dagli avvocati Giuliano Milia e Nicola Rullo, il consigliere di minoranza Giovanni Berghella, rappresentato dall’avvocato Paola Zulli e l’imprenditore Gianni Pagliaroli, difeso dai legali Giorgio Perroni e Marco Di Domenico.

L’ex e in parte anche attuale amministrazione comunale sanvitese e l’imprenditore di Montesilvano erano finitinell’’inchiesta perché, secondo la Procura frentana, la procedura amministrativa di variante al Prg adottata nel 2011 per cambiare la destinazione d’uso del terreno di Colle Foresta da agricolo a turistico ricettivo per costruire il San Vito Resort Village - struttura ricettiva a 5 stelle da 400 posti letto, piscine, spa, sale convegni, ristoranti e campi sportivi - era illegittima. Tanto che nel processo di ieri il procuratore Francesco Menditto ha chiesto anche la condanna a due anni per tutti gli imputati. A chiedere l’assoluzione piena, invece, tutti i legali.

In particolare, a sostegno della tesi di assoluzione per insussistenza di ogni ipotesi di reato, per aver seguito una procedura trasparente e anche più complessa, gli avvocati di Pagliaroli hanno riportato le sentenze del Riesame e della Corte di Cassazione che avevano riconosciuto la piena legittimità del procedimento di variante.

«C’è grande soddisfazione per la sentenza a conferma della legittimità e della trasparenza del nostro operato, come avevano, del resto, già affermato sia il Tribunale del riesame di Chieti che la Corte di Cassazione», commentano gli amministratori comunali e il gruppo Pagliaroli, «ora continueremo con maggiore serenità a conseguire quello sviluppo economico-turistico che il nostro territorio e i sanvitesi meritano ed aspettano da troppo tempo». Il consiglio comunale può adesso approvare definitivamente la variante che aprirebbe le porte alla realizzazione del resort da 45 milioni di euro. Resort che, come sempre sostenuto dal Comune, creerebbe 250 posti di lavoro, farebbe sviluppare l’indotto e riempirebbe le casse comunali di circa 3 milioni di euro tra tasse e concessioni.

Teresa Di Rocco

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