Resta in cella l’idraulico del ricatto

9 Dicembre 2014

Voleva da un architetto la restituzione di soldi mai consegnati

CHIETI. Resta in carcere Francesco Primo, idraulico di 29 anni, originario di Bitonto, ma residente a Chieti, accusato di estorsione nei confronti di un architetto teatino. A deciderlo il gip Antonella Redaelli nell’udienza di convalida di sabato scorso. Il giovane aveva bisogno di sistemare il bagno di una parente così si è rivolto all’architetto con il quale aveva una collaborazione professionale. Per portare a termine la ristrutturazione ha chiesto al libero professionista di essere affiancato da un falegname e un piastrellista di fiducia. Al termine dei lavori la padrona di casa ha versato il dovuto nelle mani dell’idraulico che invece di girare la somma ai due artigiani avrebbe tenuto l’assegno di 3 mila euro tutto per sè. Così sostiene l’accusa, cioè il pm Marika Ponziani. Alle rimostranze dei due aiutanti Primo ha dichiarato di aver consegnato la somma all’architetto. A quel punto l’idraulico avrebbe preteso dal professionista teatino la restituzione dell’assegno in realtà mai consegnato. E per ottenerlo avrebbe iniziato a tormentare l’architetto: appostamenti, pedinamenti e minacce utilizzando anche una pistola risultata finta. Dopo aver consegnato 1.250 euro l’architetto ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. (y.f.)