Rete ciclabile nazionale, Vasto è lumaca

Cresce il boom turistico in bicicletta ma in zona pochi gli investimenti sulle piste per le due ruote
VASTO. Da una parte il boom del turismo in bicicletta, dall’altra l’inadeguatezza della rete delle piste ciclabili. C’è ancora molto da fare nella zona del Vastese che rientra appieno all’interno del progetto Ve.Le , il cui obiettivo è unire con una pista ciclabile unica le città di Venezia e Lecce. A portare avanti l’idea della mobilità sostenibile declinata sulle due ruote è Fiab Vasto Pedala, l’associazione culturale e ciclo-ecologica che ha all’attivo in città numerose manifestazioni volte a sensibilizzare la popolazione all’uso della bicicletta come mezzo di locomozione. Il sodalizio, presieduto da Alberto Savielli, si è fatto promotore di una iniziativa finalizzata a realizzare una rete ciclabile nazionale. La proposta è contenuta in una lettera inviata ai ministri del Turismo, Dario Franceschini, dei Trasporti, Maurizio Lupi e dell’Ambiente, Gianluca Galletti. Ai responsabili dei tre dicasteri viene chiesto di “farsi parte attiva per un urgente provvedimento normativo che istituisca un Comitato di gestione e una linea di finanziamento per il progetto Bicitalia da realizzarsi secondo le linee guida già proposte da Fiab in esecuzione della delibera Cipe del febbraio 2011”.
«In Europa si assiste ad un vero e proprio boom del turismo in bicicletta e della mobilità sostenibile declinata sulle due ruote», sostiene il sodalizio, «purtroppo l’Italia resta un fanalino di coda, non può contare su una rete sovraprovinciale e sovraregionale di piste ciclabili e ogni investimento in questo senso stenta a decollare. Anche l’Abruzzo offre grandi potenzialità, ma ancora un limitato sviluppo. La zona del Vastese - che rientra appieno all’interno del progetto Ve.Le che vuole unire con una pista ciclabile unica le città di Venezia e Lecce - si trova ancora molto indietro. C’è ancora tanto da fare per i diversi comuni della costa, da Ortona a Casalbordino, da Vasto a San Salvo per poi proseguire in Molise con Petacciato, Montenero e Termoli. Eppure, lo sviluppo delle due ruote, in sinergia con altre modalità di trasporto sostenibile, potrebbe essere la ricetta vincente per un cambio di paradigma e una “rivoluzione” pacifica della mobilità, stimolando anche la crescita del comparto turistico e occupazionale e concedendo una migliore qualità della vita». Un problema nazionale, dunque, ma anche locale. La volontà manifestata a più riprese dall’amministrazione comunale – ed in particolare dall’assessore Marco Marra - di incentivare il ciclo-turismo, si scontra con le pessime condizioni delle due piste ciclabili realizzate finora (Vasto Marina e Vallone Lebba), il cui stato è tale da scoraggiare gli amanti delle due ruote.
Anna Bontempo
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