Reti idriche: ok al bilancio con utili per 1.384 euro

1 Maggio 2016

LANCIANO. Bilancio approvato con un utile di 1.384 euro; revisori dei conti tagliati e fusione da completare tramite una transazione con la Sasi entro l'estate. E' quanto avvenuto nell'assemblea...

LANCIANO. Bilancio approvato con un utile di 1.384 euro; revisori dei conti tagliati e fusione da completare tramite una transazione con la Sasi entro l'estate.

E' quanto avvenuto nell'assemblea dei sindaci soci della Isi, la società del patrimonio delle reti idriche messa in liquidazione il 23 dicembre 2014 dopo 10 anni di attesa, lotte tra sindaci soci e guazzabugli burocratici. Il primo punto all'ordine del giorno è stato l'approvazione del bilancio consuntivo 2015.

Approvazione avvenuta all'unanimità tra i pochi sindaci presenti. Bilancio da 243.398 euro che ha segnato un utile di 1.384 euro rispetto a quello dell'anno recedente di 269.765 euro che aveva registrato un utile di 2.607 euro. Poi si è passati alla questione dei revisori dei conti. Erano in scadenza dovevano essere rieletti, ma, come spiegato da Vincenzo Antonucci ex presidente della Isi, commissario liquidatore della società, «in una società in liquidazione non è più obbligatorio avere i revisori dei conti, anche se il loro lavoro è utile proprio per la transazione in atto con la Sasi».

Ma i sindaci, in testa Antonino Amorosi di Lama dei Peligni, hanno fatto notare che, seppur a malincuore in ottica di spending review andavano tagliati. Il risparmio annuo è di 32.775,95 euro. Da qui l'approvazione all'unanimità del taglio dei revisori. Discussioni e incertezze ci sono state sulla relazione di Antonucci sulla liquidazione. Una storia infinita che si trascina dal 2006. Dieci anni di liti, nel mezzo la legge regionale del 12 aprile 2011 che stabilì che era "vietata la costituzione e la permanenza di società di patrimonio» e la liquidazione avviata nel 2014 non ancora chiusa.

«A Marzo la Sasi ha inviato la sua bozza di transazione» ha detto Antonucci «su cui stiamo discutendo. L'atto serve chiudere le decine di cause pendenti tra Isi e Sasi, fare una valutazione del patrimonio Isi che era stimato di 70milioni di euro, ma che comprende anche degli immobili sul territorio, tra cui lo stabile dove oggi c'è la sede della Sasi da valutare bene e fare l'accatastamento delle reti». Accordo da circa 450.000 euro, soldi che servono alla Isi per pagare le tasse e gli avvocati che hanno curato le cause. «Poi c'è la questione delle reti che ripasserebbero ai Comuni» ha continuato Antonucci «che però dovrebbero prevedere quote dell'ammortamento nei propri bilanci. Problemi che non ci sarebbero se le reti passassero all'Ato. Passaggio ancora da verificare».(t.d.r.)

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