Rettorato sul Colle, presto un convegno

Di Vincenzo (Camera di commercio): avanti con la proposta che quando fu lanciata suscitò entusiasmo
CHIETI. «Quando fu lanciata qualche tempo fa, la proposta suscitò grande entusiasmo sul territorio: ora va fatto un confronto con il nuovo rettore, Sergio Caputi, per vedere che cosa ne pensano i nuovi vertici dell’ateneo». Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di commercio di Chieti, la butta in poche parole l’idea di vedere la sede dell’Università d’Annunzio nei locali storici della Camera di commercio, in piazza Vico, sul corso Marrucino. A disposizione l’ateneo avrebbe una palazzina di pregio storico e architettonico con spazi per complessivi 1.500 metri quadrati, dei quali 400 occupati dalla Bottega d’arte. In questi locali troverebbero posto il rettorato, il consiglio di amministrazione, i servizi di segreteria, il senato accademico.
Obiettivo dell’iniziativa è di riportare altri servizi pubblici sul Colle, invertire il fenomeno dello spopolamento commerciale della città alta, rinvigorire il mercato degli affitti per gli studenti che frequentano le varie facoltà della D’Annunzio. Insomma, una manna per il rilancio economico della zona storica di Chieti.
Di questo argomento parleranno in un prossimo incontro il presidente Di Vincenzo e il rettore Caputi. In animo la Camera di commercio avrebbe l’organizzazione di un incontro pubblico per rilanciare il dibattito su questa iniziativa. Ma modalità e tempi solo allo studio dei proponenti: prima vanno costruite le basi per dare fattibilità al progetto, poi si vedranno i passi da compiere per traghettare l’iniziativa in porto. Anche perché la Camera di commercio ormai si è spostata quasi del tutto al Foro Boario, in via Pomilio, allo Scalo. In quei nuovi locali l’ente camerale di Chieti dal prossimo ottobre ragionerà con una sola testa insieme alla Camera di commercio di Pescara, quando è prevista la fusione tra le due strutture. E l’edificio sul Colle sarà riadattato con opportuni lavori alle esigenze dei vertici dell’università. Sulla proposta anche il cosiddetto “sistema associativo teatino” sarebbe d’accordo, visto che tanti sodalizi si stanno battendo per riportare più servizi possibili nelle ex caserme ormai chiuse da anni in città. (r.o.)
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