Rettore, la corsa diventa a sei C’è anche Stuppia

3 Marzo 2017

Tre le missioni contenute nel programma del prof di psicologia Ricerca, didattica e potenziamento dell’università telematica

CHIETI. Non un monarca assoluto, e nemmeno un primus inter pares che svolga solo ruoli di rappresentanza. In questa fase, per l’ateneo d’Annunzio, ci vuole un rettore capace di interpretare «le tre missioni dell’università: didattica, ricerca, applicazione del sapere». È da qui che prende le mosse il programma del professor Liborio Stuppia, direttore del dipartimento di psicologia, il sesto in corsa per il rettorato della d’Annunzio, ritenuto il candidato della continuità, e secondo alcuni sostenuto dallo stesso Carmine Di Ilio. Dopo Sergio Caputi (odontoiatria), Luigi Capasso, (medicina e scienze dell’invecchiamento), Michele Rea, (economia), Paolo Fusero (architettura) Stefano Trinchese (lettere, arti e scienze sociali), anche Stuppia scende in campo, con un programma di 14 pagine, che non tralascia alcun aspetto della vita d’ateneo, neanche quello del rafforzamento dei quadri del personale amministrativo. Un punto imprenscindibile, scrive Stuppia, per l’ateneo, caratterizzato «da una carenza numerica complessiva, con un rapporto amministrativi-docenti più basso d’Italia, e in particolare di figure dirigenziali. Superato il concetto per cui il personale tecnico-amministrativo rappresenta solo un supporto per le attività dei docenti, bisogna approdare alla consapevolezza del suo ruolo cruciale per la realizzazione degli obiettivi di crescita dell’Università». Nel programma di Stuppia, e non poteva essere altrimenti, ampio spazio è dedicato alla didattica. Gli interventi tesi a migliorare la qualità della didattica e dell’offerta formativa riguardano l’aumento dell disponibilità di aule, l’attenzione verso nuove forme di didattica alternativa, la rivisitazione del concetto di didattica telematica, che deve essere intesa «non come doppione della didattica frontale, ma quale sistema in grado di generare prodotti fruibili a distanza da categorie diverse dal tipico studente universitario medio, quali gli studenti che intraprendono un corso di studi senza scopi professionalizzanti, ma solo per aumentare il proprio tasso culturale». E si arriva alle attività a sostegno degli studenti, come la creazione di corsi di recupero attraverso le summer’s school, il potenziamento dei sistemi di orientamento, una carta dei diritti e dei doveri. «In quest’ottica», si legge nel programma, «sarà importante utilizzare le valutazioni obbligatorie da parte degli studenti come un incentivo a un continuo miglioramento». Attenzione particolare alla ricerca. «Chiunque voglia avviarsi alla carriera accademica dovrà essere in possesso di un curriculum scientifico competitivo», avverte Stuppia, «perché la qualità della ricerca diventa un momento cruciale per l’assegnazione dei fondi agli atenei». (a.bag.)