Riammesso lo studente, ma con riserva

Dopo l’ordinanza del Tar, il rettore Caputi permette il trasferimento da Scienze motorie a Fisioterapia senza test d’ingresso
CHIETI. «L’università si atterrà a quanto ordinato dal Tar, ma a questo punto dovremo fare anche un quesito al Miur. Probabilmente ammetteremo con riserva lo studente che da Scienze motorie vuole trasferirsi a Fisioterapia senza test d’ingresso». Il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi pensa a una misura tampone - l’ammissione con riserva - per far fronte all’ordinanza del Tar che rischia di diventare un precedente contro il numero chiuso sancito dal Mistero dell’istruzione università e ricerca (Miur) per alcuni corsi di laurea, tra cui appunto Fisioterapia. Ma lo stesso Caputi dichiara di essere «assolutamente favorevole a una revisione del sistema del numero chiuso», chiedendo un ampliamento dell’accesso programmato soprattutto per Medicina. «Con il pensionamento anticipato che va in vigore grazie a Quota 100», spiega infatti il rettore, «avremo una carenza di medici». Discorso che si lega a quello della possibile chiusura di molte scuole di specializzazione di Medicina a causa delle nuove regole nazionali. Risultato: impossibilità di formare e specializzare un numero sufficiente di nuovi medici.
IL TAR SFIDA IL MIUR. Se l’ordinanza dovesse essere confermata nel giudizio fissato al 22 novembre, significherebbe che il Tar ha decretato il superamento del numero chiuso, permettendo allo studente il trasferimento a un corso ad accesso programmato senza superamento del test d’ingresso. A rivolgersi al Tar era stato uno studente di Scienze motorie che si era vista rifiutare dalla Segreteria studenti la possibilità di trasferirsi a Fisioterapia. Lo studente, assistito dai legali specializzati nel settore Salvatore Braghini e Renzo Lancia, è riuscito a ottenere un primo pronunciamento a suo favore, anche se non definitivo. Il Tar ha sconfessato, infatti, l’operato della Segreteria studenti, che però si muove in base a precise indicazioni ricevute dal Miur. Nello stop al trasferimento, infatti, non c’è stata discrezionalità da parte della Segreteria, ma solo un mettere in atto dettami ministeriali. E ora sarà nuovamente al Miur che la d’Annunzio ha intenzione di chiedere lumi su come procedere.
RIVEDERE IL NUMERO CHIUSO. «Ormai è acclarato che con l’entrata in vigore di Quota 100», dice il rettore, «già dal prossimo anno ci ritroveremo con migliaia e migliaia di medici in meno nel Paese. Il numero chiuso va, dunque, quanto meno ampliato, in linea col mercato». La questione, insieme a quella delle scuole di specializzazione in Medicina, è stata già affrontata in via informale dal rettore con i ministri dell’istruzione e della sanità, Marco Bussetti e Giulia Grillo.
SPECIALIZZAZIONI A RISCHIO. All’impossibilità di formare tutti i nuovi medici che servono si aggiunge quella di specializzarli. Le nuove norme, molto più rigide e restrittive, mettono a rischio molte scuole di specializzazioni delle università più periferiche. Il problema è quello degli accreditamenti. Per quanto riguarda la d’Annunzio l’esempio è quello che sta accadendo con la specializzazione di Odontoiatria: sinora è stato possibile fare formazione degli specializzandi anche nelle attività dell’ateneo in conto terzi e non solo nelle strutture convenzionate Asl. Ora non sarà più così, si potrà fare la specializzazione solo con le strutture convenzionate. «Ma l’attività di formazione col privato non è certo meno formativa di quella fatta nelle strutture Asl», ribadisce a riguardo il rettore. Altri esempi sono le scuole di Medicina dello sport e di Riabilitazione: nonostante l’ateneo abbia la possibilità di fare un grande numero di prestazioni in conto terzi in questi campi, queste attività non sono più ritenute “specializzanti” perché non sono convenzionate con il sistema sanitario nazionale.

