Rianimazione, due posti spostati a Chieti

Il sindaco: «Nulla in contrario, ma non ci ha avvisati nessuno». Oggi chiude il reparto di Medicina, Ortopedia riapre domani
LANCIANO. Due posti letto tolti d’imperio dalla Asl nel reparto di Rianimazione; contagi in aumento tra pazienti e personale, ancora senza dispositivi di protezione individuale (Dpi); reparto di Medicina che chiude oggi per la sanificazione mentre riapre l’Ortopedia chiusa dal 16 marzo scorso; attività chirurgiche quasi inesistenti. L’ospedale Renzetti è in ginocchio e senza una direzione sanitaria di presidio, come rilevato dal sindaco Mario Pupillo, è in balia di scelte della direzione generale Asl che, secondo il primo cittadino, «lo penalizzano, lo rendono insicuro agli occhi dei pazienti nonostante invece ci lavorino medici ed infermieri competenti, rischiando la salute, con generosità, passione e con turni sfibranti».
QUI RIANIMAZIONE. «La direzione aziendale, senza nessun preavviso e senza condividere la scelta con la dirigente del reparto Anestesia e rianimazione, ha sottratto due posti letto di Rianimazione per trasferirli all’ospedale di Chieti. Nulla in contrario se i respiratori occorrono in un altro ospedale in una situazione di emergenza, ma le modalità con come si è proceduto sono discutibili e non c’è alcun atto scritto che determina la scelta né la durata di questa sottrazione». È furioso il sindaco Pupillo per lo “schiaffo” ricevuto dalla direzione generale Asl che, «complice una direzione sanitaria di azienda e di presidio assenti», prosegue Pupillo, «può imperversare con decisioni senza alcun coinvolgimento e rispetto per i dirigenti del Renzetti e del primo cittadino, autorità sanitaria». Venerdì notte sono stati trasferiti due posti letto dalla Rianimazione, senza alcun atto scritto e senza neanche avvisare la primaria. «La decisione del manager Asl, Thomas Schael», spiega Pupillo, «c’è stata in una riunione all’ospedale di Atessa, dove erano stati convocati dirigenti medici e tecnici ad eccezione della dirigente del reparto di Rianimazione di Lanciano, che si è presentata autonomamente. Una decisione, poi, non accompagnata da alcun atto scritto». E qui altri dubbi: la sottrazione è temporanea o Schael ha iniziato a ridisegnare le dotazioni degli ospedali?
QUI ORTOPEDIA. E il dubbio di uno svilimento del Renzetti c’era anche per la mancata riapertura dell’Ortopedia, chiusa dal 16 marzo dopo i contagi tra pazienti e personale: ieri una 81enne contagiata in ortopedia è stata dimessa da Chieti, mentre altre due donne migliorano a Vasto. Pupillo ne aveva chiesto a Schael la riapertura, «ma il manager ha risposto, tramite un suo collaboratore, che aveva altre cose da fare», precisa il sindaco. In serata la nota Asl per dire che domani l’Ortopedia riaprirà, con metà dei posti letto per evitare contagi (ce ne saranno 10), che farà consulenza da pronto soccorso solo urgenti e controlli ortopedici post chirurgici, programmati nel poliambulatorio.
QUI MEDICINA. Chiude, invece, oggi il reparto di Medicina per la sanificazione dopo i casi di contagio registrati: 6 tra medici infermieri e operatori socio sanitari - 9 sono in malattia - 5 pazienti Covid trasferiti a Chieti. Sanificazione che si sta effettuando parzialmente nel reparto Utic dove ci sarebbero altri contagi: un’infermiera, che era asintomatica, e un paziente.
QUESTIONE DISPOSTIVI. Contagi avvenuti per la grave carenza dei dispostivi di protezione: tute, mascherine, gel, occhiali. «Abbiamo ricevuto in Comune una mail di un medico dell’ospedale che chiedeva con urgenza mascherine per il suo reparto», chiude il sindaco, «non mi sembra un episodio di poco conto. È questa l’efficienza tanto decantata mediaticamente? I medici e gli infermieri sono senza dispositivi e cominciano a piovere diffide e denunce a tutela della salute dei lavoratori».
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