Riaperta la chiesa dell’incendio «Sfiorata una disgrazia epocale»

Dopo 15 mesi Santa Maria degli Angeli ha riaccolto i fedeli con la benedizione del vescovo Cipollone I parrocchiani: «Abbiamo lottato tanto per rientrare prima di Pasqua: l’anno scorso è stato avvilente»
LANCIANO. Un segno di rinascita, di ripartenza, a pochi giorni dalla Settimana Santa. Rappresenta questo per la comunità di Villa Stanazzo la riapertura della chiesa di Santa Maria degli Angeli, rimasta chiusa per quindici mesi dopo l'incendio che aveva ricoperto di nero e fuliggine pareti, affreschi, banconi, pavimenti e finanche la statua della Vergine. Quindici mesi trascorsi per lo più tra incartamenti e burocrazia e solo gli ultimi dedicati effettivamente ai lavori di pulizia e restauro, che hanno riportato al suo splendore la chiesa che sorge in piazza Don Filippo Di Marco. La sua riapertura al culto è stata celebrata in modo solenne, con la riapertura della porta santa e la benedizione da parte dell'arcivescovo Emidio Cipollone.
Sono due le date che i residenti di Villa Stanazzo ricorderanno a lungo: il 6 gennaio 2022, quando un rogo accidentale ha quasi mandato in fumo la chiesa, e il 31 marzo 2023, quando sono potuti rientrare nel luogo sacro finalmente riaperto al culto. «Abbiamo lottato affinché riaprisse prima di Pasqua», dicono i parrocchiani, «l'anno scorso è stato avvilente non poter celebrare i riti della Settimana Santa in chiesa». Dal giorno dell'Epifania 2022, infatti, i portoni della chiesa parrocchiale, risalente al 1611, erano rimasti inesorabilmente chiusi. Era stato un cortocircuito a mandare in fumo il presepe e a saturare i locali di fumo e fuliggine. Muovendosi in mezzo a una cortina densa e acre, i vigili del fuoco erano riusciti a farsi largo e poi a contenere le fiamme, scatenate dall'entrata di ossigeno, evitando che raggiungessero il tetto in legno e quindi danni ben più gravi. Ma fumo e fuliggine, mischiata alla resina di cui erano fatti i pastori del presepe, danni ne hanno fatti. In particolare ai quattro affreschi dell'artista Peppe Candeloro, che decorano le pareti attorno all'altare.
Per intervenire si è reso necessario un progetto di restauro concordato con la Soprintendenza delle belle arti e curato dall'architetto Paola Falconio. Il restauratore Mario Bomba ha poi riportato alla luce la bellezza delle opere d'arte. Finora sono stati spesi circa 30mila euro, ma alcuni interventi, ad esempio agli impianti, non sono ancora conclusi. Per quindici mesi la chiesa è stata una sala della vicina associazione culturale. «Piccola e non facilmente raggiungibile dalle persone anziane, ad esempio, per via di una scalinata», spiegano Tonino Spoltore, componente del consiglio pastorale, e Melissa Colantonio, «la messa si è via via spopolata, spesso c'erano solo il parroco, padre John Joby, e pochi altri. Anche le cerimonie non si sono più fatte per questo motivo. Solo due comunioni l'anno scorso: le famiglie volevano rimanere a Villa Stanazzo, così hanno fatto stampare in grande un'immagine dell'interno della chiesa. Sembrava di essere proprio lì».
E finalmente, venerdì sera, la porta santa è stata riaperta. La cerimonia solenne, presieduta dell'arcivescovo, ha visto la partecipazione in massa degli stanazzesi. Presenti anche il sindaco Filippo Paolini e altri amministratori comunali, carabinieri e polizia penitenziaria che presta servizio nel carcere che sorge nella contrada. A “casa” torna anche la statua della Madonna degli Angeli, ripulita dalla fuliggine e accolta dall'applauso dei fedeli. «Quel giorno poteva succedere una disgrazia epocale, la chiesa poteva andare completamente distrutta», ha detto nell'omelia monsignor Cipollone, «oggi, a un passo dalla Settimana Santa, la chiesa riapre. Stiamo ridando all'edificio e alle singole sue parti la benedizione, affinché questo luogo torni ad essere il luogo della comunità, dell'assemblea. Ma impariamo a prendere la giusta distanza dalle cose: noi non adoriamo le chiese e gli altari, per quanto possano essere belli, noi adoriamo il Signore».
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