Riapre il bar della prima vittima di Covid

2 Giugno 2020

Riprende dopo tre mesi l’attività dei Mascitti. Le sorelle: «La mancanza di Maurizio è tremenda». Il sindaco prende il caffé

ORTONA. Erano le 7 del mattino quando si sono spalancate le porte del locale di via Macinini, a tre mesi di distanza dal primo di una lunga serie di lutti che ha tremendamente segnato Villa Caldari. Quello di ieri è stato un lunedì speciale per la popolosa contrada ortonese, dove è stato riaperto il Bar Mascitti, chiuso dagli inizi di marzo per la morte a 58 anni del titolare Maurizio Mascitti, colpito dal Covid-19. La ripresa di quest’attività è il simbolo di una comunità che prova a ripartire dopo un periodo durissimo.
Contagi, decessi, lacrime e dolore hanno contraddistinto gli ultimi mesi, tanto da rendersi necessaria l’istituzione della zona rossa. Un provvedimento ricordato anche sulle magliette indossate dalle sorelle del compianto barista, Errica e Tiziana, che ieri sono tornate dietro il bancone. «La mancanza di Maurizio si fa sentire, ho un magone ogni volta che lo nomino, lui era una presenza fondamentale», ammette Errica. «Dovevamo riaprire, lo dovevamo anche a tutte quelle persone che ce lo hanno chiesto nel ricordo di nostro fratello».
Il bar Mascitti è infatti un autentico punto di riferimento per la popolazione di Caldari, fulcro della contrada e luogo di ritrovo per i residenti che non dimenticheranno mai il barista 58enne, vera e propria istituzione per la comunità. «La gente ci è stata vicina», continua Errica, «i clienti stamattina (ieri per chi legge, ndc) sono venuti a fare colazione e ci hanno fatto sinceri auguri». Tra loro uno in particolare, il sindaco Leo Castiglione: «Ci ha fatto molto piacere la sua visita», ha detto, «e lo ringrazio perché da quando si è scoperta la positività di mio fratello al coronavirus è rimasto, insieme al suo staff, sempre in stretto contatto con la nostra famiglia».
E da Palazzo di città è stato condiviso pubblicamente un pensiero speciale: «Dopo il dolore della perdita e la paura per un nemico subdolo e invisibile, oggi torna la gioia per un nuovo inizio che riparte dal ricordo di chi non c’è più con la consapevolezza che comunque faranno sempre parte della nostra comunità e del nostro cuore. Auguri alla famiglia Mascitti».
Ma si è trattato di un periodo davvero complicato, acuito anche dal furto subìto nelle settimane successive al lutto. Il locale è stato svaligiato dai ladri, un’autentica beffa che ha lasciato tutti sgomenti. Archiviato poi questo ulteriore capitolo, nei giorni scorsi sono iniziati i preparativi per la riapertura, una fase in cui la tristezza ha preso il sopravvento.
Ieri però è stato diverso e nelle due sorelle hanno prevalso altre sensazioni: «Sono emozionata come il primo giorno di lavoro», ha svelato Errica, «abbiamo voluto fortemente ripartire, lo abbiamo fatto con tutte le misure di sicurezza e anche i nostri clienti si stanno dimostrando rispettosi con i loro comportamenti». Così si compie un passo verso la normalità. Caldari prova a rialzarsi dopo aver pagato a caro prezzo l’emergenza legata alla pandemia.
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