Riapre il museo, il prefetto in visita

Forgione a Villa Frigerj. Ma la Civitella resta chiusa per carenza di personale
CHIETI. Ammirato davanti al Guerriero di Capestrano, entusiasta davanti all’Ercole Curino. Prima visita ufficiale al museo archeologico di Villa Frigerj del prefetto Armando Forgione, che ha scelto la giornata di ieri per la visita, primo giorno di riapertura della struttura grazie alle nuove regole scattate con la zona gialla.
Un modo per dare pubblicità alle riaperture dei siti culturali a cui il prefetto ha detto di tenere moltissimo. «Sono a Chieti da sei mesi ma non ho fatto in tempo a visitare il museo che subito è stato chiuso a causa del Covid», ha spiegato Forgione alla direttrice Valentina Belfiore che lo ha accompagnato nelle varie sale del museo che conta 15mila visitatori l’anno, nonostante i grandi problemi di organico. L’invito del prefetto è stato rivolto anche ai giovani perché passino qualche ora al museo, a prescindere dalle visite scolastiche.
Ma mentre il museo di Villa Frigerj riapre le porte ai visitatori, quello della Civitella resta chiuso. L’ordine di servizio è arrivato proprio nella giornata di ieri. La struttura da quattro giorni è anche senza direttore, visto che a fine gennaio è andato il pensione il direttore Onorina Fiamma Fulgenzi. Il problema è soprattutto di personale: sono solo 10 gli addetti per i due musei, quando ne servirebbero, a detta dei sindacati, almeno 30.
L’ex direttrice della Civitella, Adele Campanelli, è intervenuta a riguardo con un duro post su Facebook: «A venti anni di distanza dalla sua apertura chiude oggi, per carenza di personale, il museo della Civitella. Le scarse unità vengono concentrate sul museo di Villa Frigerj, da sempre antagonista del nuovo istituto. Vecchie ruggini personalistiche hanno preso il sopravvento sulla struttura più debole orfana di una qualsivoglia direzione». Da circa un anno, infine, Chieti è tornata a ospitare la Direzione regionale dei musei, i cui uffici, però, con il relativo personale, non sono mai stati trasferiti dall’Aquila a Chieti. (a.i.)

