Riapre il sansificio, residenti in rivolta

La Procura autorizza la riaccensione del camino per la campagna olearia. Fumo e cattivi odori invadono Treglio e Lanciano
TREGLIO. È tornato a fumare e a emettere odori nauseabondi il sansificio Vecere di contrada Paglieroni, a Treglio. Un incubo per i residenti del piccolo borgo noto per gli affreschi, le villette, la vita tranquilla e la manifestazione enogastronomica Borgo Rurale. E che torna a preoccupare i tregliesi a distanza di circa un anno. Da qualche giorno in paese si notava il via vai di camion carichi di sansa e, martedì, la constatazione che il “drago” era tornato a sputare fumo è arrivata, ancor prima di vedere l’addensarsi di nubi scure sopra uno dei camini, attraverso la puzza, tristemente nota da decenni e che ha immediatamente allertato tutti. L’intero territorio tra Treglio, il quartiere Santa Rita a Lanciano e, verso la costa, fino alle porte di San Vito, è stato invaso dal cattivo odore. In molti si sono rifugiati in casa serrando porte e finestre. Chi si trovava nelle immediate vicinanze è stato costretto a rintanarsi in auto. A Treglio si è immediatamente formato un capannello di gente attorno all’impianto e molti sono scesi in piazza. Tutti con l’angoscia nel cuore e la mano su bocca e naso a cercare di mitigare il tanfo che si stava sprigionando nell’aria. Il sindaco Massimiliano Berghella è stato tempestivamente avvisato e si è recato subito sul posto chiamando Arta, Asl, carabinieri e polizia municipale. «Nessuno è intervenuto», racconta il primo cittadino, «eccezion fatta per un funzionario Asl che, tuttavia, non ha potuto fare nulla».
LE AUTORIZZAZIONI. A dare il benestare alla riaccensione del camino per la durata della campagna olearia 2016-2017 è stato, secondo quanto trapelato ieri, il tribunale di Lanciano tramite la Procura. «Un comportamento inspiegabile», commenta l’ingegnere Tommaso Giambuzzi che affianca il Comune di Treglio come tecnico, «perché nel periodo da ottobre a dicembre dello scorso anno la stessa Procura aveva inviato per ispezioni l’Arta che rilevò un eccesso di emissioni diffuse e il sansificio fu sanzionato. Adesso, invece, è stata rinnovata la campagna olearia senza alcun controllo preventivo, né prima nè dopo la riaccensione dell’essiccatore». Altro elemento da sviscerare è come mai sia stato concesso il riavvio dell’impianto quando l’autorizzazione delle attività dello stesso scade il prossimo 1° dicembre. La pratica di rinnovo dell’autorizzazione, infatti, è ancora in itinere e deve essere discussa in sede di conferenza dei servizi a fine ottobre. Nel frattempo in Procura sono stati depositati altri due esposti dei cittadini di Treglio. Uno, già rigettato e a cui è stata fatta opposizione, sulle emissioni odorifere prodotte da un deposito di sansa lasciato all’aperto e all’esterno dell'impianto. Un altro è stato invece depositato ieri e riguarda i fumi emessi dal sansificio. L’odore è stato infatti subito percepito come molto forte e molto fastidioso per le vie respiratorie tanto che, secondo alcuni, l’azienda si sarebbe affrettata a coprire i miasmi con l’aggiunta di soda e ipoclorito.
LE REAZIONI. «Dove sono le istituzioni?», critica Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico che per prima diede l’allarme sulla pericolosità degli impianti a biomasse di Treglio (Gct e sansificio), «chi protegge i cittadini e chi assicura la loro salute? Anche il presidente della Provincia Mario Pupillo aveva promesso, all’inaugurazione di Borgo Rurale dello scorso anno, che non si sarebbero respirati più i fumi dalle ciminiere. Risultato? Le ciminiere hanno ripreso a fumare e quest’anno festeggeremo “Borgo Letale” invece di Borgo Rurale».
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