Riapre reparto, agenti protestano
Carcere, i sindacati: «Poche guardie e con 14mila giorni di ferie arretrate»
LANCIANO . Pochi agenti con 14mila giorni di ferie arretrate e adesso, nel carcere di Villa Stanazzo, si paventa la riapertura di un reparto chiuso da anni. La polizia penitenziaria sta protestando da mercoledì scorso, con l’astensione dalla mensa di servizio indetta dai sindacati a sostegno dello stato di agitazione proclamato da Uil, Sappe, Osapp, Sinappe, Cnpp e Cisl, contro la prevista riapertura di almeno un reparto chiuso da anni. «Nuovamente l’amministrazione ha deciso di ignorare i diritti dei lavoratori e pensare solo ad una parte del problema, ovvero gli spazi detentivi», sostengono le organizzazioni sindacali, «con il nuovo reparto non si riuscirà a garantire che il 50% delle ferie spettanti, ovvero ogni lavoratore vedrà negarsi il sacrosanto diritto al recupero psicofisico. Questo, in aggiunta agli oltre 14.000 giorni di ferie non godute degli anni precedenti, dà l’idea di ciò che stiamo sopportando. Ad oggi, infatti, ogni dipendente ha in media 100 giorni di ferie non godute da recuperare e secondo l’amministrazione penitenziaria dovremmo accettare la diminuzione delle ferie annue del 50%. Grazie ai nuovi posti di servizio le ferie non godute aumenteranno di almeno 2.500 giorni l’anno, senza contare che saranno necessarie oltre 2.000 ore di straordinario per garantire questo tipo di servizio». La riunione urgente di ieri, sollecitata dai sindacati, con il direttore Maria Lucia Avantaggiato, non ha portato a nulla. «Pertanto la protesta prosegue con la richiesta d’incontro urgente al provveditore Cinzia Calandrino», fanno sapere i sindacati, «la stessa che pochi mesi fa ci aveva garantito che non era stata disposta l’apertura di alcun nuovo reparto nel carcere di Lanciano. Prevediamo, inoltre, un sit-in di protesta nei prossimi giorni. Chiediamo solo il rispetto della dignità dei lavoratori della casa circondariale di Lanciano». Le richieste dei lavoratori sono: l’invio di personale in missione per garantire lo smaltimento delle ferie arretrate; l’invio del personale indispensabile per gestire il nuovo reparto, almeno 15 unità; rivisitazione dei posti di servizio in base al personale effettivamente a disposizione della direzione del carcere lancianese.

