Riaprono le Gole dopo la tragedia

Il sindaco revoca il divieto di accesso: «Così riparte il turismo»
FARA SAN MARTINO. Riaprono le Gole di San Martino. Il sindaco Carlo De Vitis ha revocato dalla mezzanotte di oggi l’ordinanza di divieto di accesso e transito al vallone di Santo Spirito, scattata il 13 luglio di un anno fa in seguito a cadute di massi e pietre dalle pareti rocciose del sentiero. In uno di questi episodi, il 22 giugno 2019, rimase colpita una turista 56enne di Ravenna, Sandra Zanchini, che morì dieci giorni dopo, il 2 luglio, all’ospedale di Pescara. A un anno dalla tragedia il sentiero verso le Gole e l’abbazia di San Martino in Valle, importante sito turistico, riapre a turisti, escursionisti e appassionati di montagna. Lo fa dopo due mesi intensi di lavori per i “primi interventi di mitigazione del rischio idrogeologico”. «In questo primo lotto», spiega De Vitis, «sono stati eseguiti interventi urgenti di perlustrazione, disgaggio e pulizia su 12mila metri quadrati di parete rocciosa. Sono stati impegnati da 6 a 8 rocciatori al giorno, che si sono calati anche da 120 metri di altezza per far cadere giù massi pericolanti e arbusti». I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Mazzaferri srl di Crognaleto (Teramo), che se li è aggiudicati dopo la rinuncia della Piemonte disgaggi, fermata dall’emergenza Covid-19. Finora sono stati spesi 105mila euro, la metà del finanziamento di 210mila euro che l’amministrazione De Vitis aveva richiesto nel 2017. «Sono lavori mai eseguiti prima», sottolinea il sindaco, «sono stato personalmente fino a 100 metri di quota per seguirli da vicino. Erano interventi necessari, che hanno fortemente mitigato il rischio di crolli, ma la sicurezza in montagna non esiste. Per questo abbiamo installato dei cartelli, nei punti di inizio del sentiero, in cui si segnala il pericolo di crollo massi e si raccomanda l’utilizzo di caschetti e di non avventurarsi sul sentiero montano in caso di allerta meteo e avverse condizioni atmosferiche. Prevediamo altri lavori in autunno, con le somme rimanenti, per la posa di reti sulla sentieristica. Ma mettere in sicurezza l’intera montagna è impossibile».
La chiusura per un anno del sentiero per le Gole è stata un colpo al turismo e all’economia di Fara e del comprensorio. «Giornalmente arrivano chiamate in Comune e richieste dalle strutture ricettive sulla riapertura del sentiero», conferma il sindaco, «che d’estate è frequentato da 4-5mila persone nel fine settimana. Ma il mio primo pensiero va a Sandra Zanchini, al marito e alle figlie. Era doveroso chiudere dopo quella tragedia. Neanche un mese dopo, però, era pronto il progetto per i lavori di somma urgenza, mai finanziati. I soldi sono arrivati grazia alla mia amministrazione che ha lavorato bene nel 2017. I lavori devono continuare per ottenere maggiore sicurezza. Ma chi va in montagna deve conoscere i rischi che corre».

