Riassunti gli operai licenziati da Arkema

8 Marzo 2016

Gissi, il giudice del lavoro dà ragione a tre lavoratori: la decisione dell’azienda fu discriminatoria

GISSI. Immediata riassunzione e la corresponsione degli stipendi arretrati. Il giudice del lavoro di Vasto, Caterina Salusti, dà ragione agli operai licenziati dalla società Arkema Coating Resine srl, multinazionale statunitense con sede a Gissi. Il processo davanti al Gul del tribunale di Vasto si è concluso in maniera positiva per le maestranze.

Il giudice ha stabilito l’effettiva reintegra oltre alla regolarizzazione della posizione contributiva. I lavoratori licenziati con motivazioni di carattere tecnico-produttivo -organizzativo in un primo momento erano cinque, scelti senza esplicare in alcun modo i criteri applicati e le modalità di attuazione. Anzi, è poi emerso che erano tutti iscritti allo stesso sindacato. Particolare che aveva scatenato anche il risentimento della sigla in questione.

In due hanno trovato un accordo con l’azienda e ricevuto un indennizzo economico. Altri tre hanno portato avanti la loro battaglia nell’aula giudiziaria, che si è conclusa a fine gennaio. A rappresentare il lavoratore più anziano, con ben 18 anni di attività alle spalle, è stato l’avvocato Carmine Di Risio. Il legale ha evidenziato la scorrettezze dell’azienda nei confronti di chi vi ha lavorato per tanti anni e l’aspetto discriminatorio del licenziamento. Il giudice ha accolto in toto le sue richieste.

L’avvocato Aurora Mancini ha assistito un altro dipendente licenziato, che in primo grado aveva perso la causa contro l’azienda, vinta poi in appello. Ieri è potuto tornare al lavoro. «I lavoratori hanno sempre dato il massimo, da quando l’azienda era Ferri-Chimica e poi è diventata Total. Sempre, in tutte le fasi dell’azienda fino al 2012 quando, con un solo colpo, sono stati licenziati cinque appartenenti alla sigla Cobas», ha ricordato il legale, «uno degli operai era in congedo retribuito per assistere i genitori invalidi ed ultranovantenni ed ha ricevuto il licenziamento tramite telegramma».

Il difensore del lavoratore ha lamentato davanti al Gul la evidente violazione delle normative e dello statuto dei lavoratori relative ai criteri di scelta, oltreché il licenziamento discriminatorio. La società, oltretutto, pare sia tutt’altro che in difficoltà economiche. Al contrario, all’orizzonte ci sarebbero nuovi mercati con la sperimentazione e lo studio della lavorazione di nuove resine tipo Sinolac. Grande la soddisfazione dei lavoratori, del loro sindacato e degli avvocati che li hanno assistiti. (p.c.)

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