Ricatti e traffico di droghe Al via il maxi processo

Operazione Adriatico: eccezioni respinte, le prossime udienze si tengono in città Tra gli imputati anche Martella accusato di avere strangolato la compagna
VASTO. Al via il maxi processo sull’“Operazione Adriatico”. Riflettori accesi sul palazzo di giustizia di Vasto. Ieri, al termine di una lunga udienza, sono state rinviate tutte le eccezioni preliminari e ribadita la competenza territoriale del tribunale di Vasto a giudicare gli imputanti. Al termine dell’udienza-fiume suddivisa in due parti , il processo è stato aggiornato al 27 maggio. Sessantadue su 81 imputati che saranno giudicati in città. Il collegio presieduto dal giudice Giangiacomo ha calendarizzato le prossime dieci udienze: 27 e 29 maggio e altre 8 udienze dal 3 al 24 giugno, giorno della fase dibattimentale.
L’aula magna del tribunale di Vasto per un giorno si è trasformata in aula bunker. Una decina i presunti protagonisti dell’operazione Adriatico presenti al processo. Due nelle gabbie per i detenuti. Diciannove imputati, compreso il collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino che ha dato la stura all’operazione, saranno giudicati con il rito abbreviato a L’Aquila. Nell’aula del palazzo di via Bachelet è stato accompagnato, come imputato anche Joseph Martella, il 57enne arrestato nelle scorse settimane perché accusato di aver strangolato la convivente, Daniela Marchi, 53 anni, nella casa in cui risiedevano a Vasto Marina. Il processo scaturito dalla maxi inchiesta antidroga è iniziato alle 9 con rito ordinario. Il collegio giudicante era composto da Bruno Giangiacomo (presidente), Fabrizio Pasquale e Stefania Izzi (giudici a latere). La pubblica accusa era rappresentata dal pm David Mancini e dal collega Giancarlo Ciani. Un esercito di avvocati ha annunciato battaglia: Giovanni Cerella, Marisa Berarducci, Angela Pennetta, Alessandro Orlando, Massimiliano Baccalà, Antonio Ottaviano, Elisa Pastorelli, Nicola e Agostino Chieffo, Raffaele Giacomucci, Fiorenzo Cieri, Arnaldo Tascione e Antonella Mancini sono pronti a contestare con ogni mezzo le accuse del collaboratore di giustizia.
Alle 13 l’udienza è stata sospesa ed è ripresa alle 16 per terminare due ore dopo. Il collegio ha accolto solo le eccezioni che riguardavano un difetto di notifica per alcune parti lese. A maggio si ricomincia e il presidente e i giudici a latere hanno fatto intendere che vogliono chiudere il processo prima dell’estate.
L’operazione Adriatico è scattata nella notte del 6 febbraio 2014, coinvolgendo tutto il Centro-sud. Centinaia i carabinieri impegnati in diverse regioni italiane. Il giudice Giuseppe Romano Gargarella dispose 31 ordinanze di custodia cautelare in carcere per i delitti di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Altri 84 ricevettero altrettanti avvisi di garanzia. La complessa attività di indagine è stata seguita costantemente dalla Direzione distrettuale antimafia in collaborazione con la Procura vastese, soprattutto per gli inediti profili associativi mafiosi che per la prima volta sono stati contestati e ritenuti sussistenti nei confronti di molti indagati. Dal racconto del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino sono emersi spaccati e connubi inquietanti. Alcuni passaggi hanno svelato il movente e l’origine di molti attentati, ma anche la presenza di armi nel territorio e i viaggi in Campania per i rifornimenti di droga. Cozzolino non verrà a Vasto. Se necessario fornirà il proprio contributo attraveso collegamenti video.
Paola Calvano
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