Ricatti sessuali, spuntano nuove prove

21 Luglio 2014

Svelati i nomi delle due ragazze di Chieti arrestate a Roma. Sono accusate dallo stesso magistrato di “Genny ’a carogna”

CHIETI. Lei, Deborah Bellia, ha 25 anni. L’amica, Grazia Paolucci, ne ha 22. Per il magistrato romano, Antonino Di Maio, lo stesso che ha inflitto cinque anni di Daspo a “Genny ’a carogna”, le due insospettabili ragazze di Chieti sarebbero escort con il vizietto del ricatto a luci rosse.

Dalla noia della provincia a una stanza d’appartamento della capitale per fotografare oppure filmare incontri a tre fetish e poi ricattare il malcapitato di turno. «Paga o le tue foto finiscono su Facebook», era la frase grimaldello, secondo l’accusa, per spillare 500 euro a un 26enne romano che si era lasciato irretire su un sito riservato ai praticanti di sesso estremo. A fine giugno, la notizia dell’arresto delle due teatine ha colpito e incuriosito la città. Ora spuntano anche i loro nomi e il sospetto che non si sia trattato di un caso isolato. Il magistrato romano che non ha dato scampo a Genny, il tifoso più spavaldo e violento d’Italia, al secolo Gennaro De Tommaso, ha fatto sequestrare i personal computer della Bellia e la Paolucci. Ed ora cerca tra i file il dossier di foto e video di altri clienti adescati e ricattati. Il pm ha pure fatto intercettare le celle telefoniche dei cellulari della due teatine scoprendo spostamenti frequenti da Chieti in tutto il Lazio. Erano altri incontri sessuali per estorcere soldi?

Sarà l’inchiesta a stabilirlo. Ma, secondo la procura romana, il 26enne praticante del feticismo non sarebbe stata l’unica preda delle due ragazze di Chieti che nel frattempo sono state interrogate dal gip, si sono difese a spada tratta, rigettando le accuse a luci rosse ed hanno ottenuto l’obbligo di dimora. Adesso si trovano a Chieti, da dove non possono spostarsi, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta e, soprattutto, della conclusione della consulenza informatica, disposta da Di Maio sui computer, che è prevista solo per metà settembre.

La storia hard viene a galla a fine giugno quando il 26enne romano adescato accetta la proposta di un incontro a tre in un appartamento del popolare quartiere di San Lorenzo. Ma la vittima non sa di essere filmato durante le pratiche sadomaso. Lo scopre solo pochi giorni dopo quando le due lo ricontattano per chiedergli 500 euro: il prezzo per sottrarsi la ricatto a luci rosse.

«Paga o vedrai circolare le tue immagini sul web», gli avrebbero intimato. Ma lui fa solo finta di cedere all’estorsione e accetta di pagare. Si rivolge quindi ai carabinieri del comando di San Paolo e con loro si presenta all’appuntamento in piazza dei Cinquecento. Dove le due ragazze vengono arrestate con in mano i 500 euro.