Ricatto a luci rosse, arrestate due teatine

8 Luglio 2014

Roma, fanno l’amore in tre ma poi estorcono 500 euro al giovane conosciuto grazie a Facebook

ROMA. I carabinieri di Roma San Paolo hanno arrestato due ragazze, di 22 e 25 anni, di Chieti, per aver tentato di estorcere denaro ad un ragazzo di 26 anni di Roma, con il quale avevano avuto un incontro sessuale a tre e a pagamento. Le ragazze e il cliente si erano conosciuti su Facebook per poi proseguire la discussione in una chat chiusa e tematica per amanti di sesso estremo e feticisti. Da qui i tre si erano scambiati i numeri del telefonino per definire i dettagli dell’incontro che è avvenuto in un appartamento preso in affitto, per pochi giorni, dalle ragazze nella zona del popolare quartiere di San Lorenzo zona della movida romana. Ma durante le pratiche a luci rosse il ragazzo non si è accorto di essere fotografato dalle stesse ragazze e terminato l’incontro è rientrato a casa soddisfatto. Da questo momento però è cominciato il ricatto. Le due ragazze di Chieti (i cui nomi non sono stati resi pubblici dai carabinieri romani) gli hanno mandato una fotografia esplicita del loro incontro, tramite WhatsApp, e lo hanno minacciato di rivelare un suo «vizietto» pubblicando quella ed altre foto sul suo profilo di Facebook se non avesse consegnato loro 500 euro.

Il ragazzo però non ha ceduto al ricatto a luci rosse e, dopo varie richieste, si è rivolto ai carabinieri della stazione Roma San Paolo che hanno organizzato una trappola per le due ragazze. La vittima ha finto di cedere alla minaccia estorsiva e ha dato appuntamento alle due in piazza dei Cinquecento dove però si sono presentati anche i Carabinieri in borghese che a distanza hanno seguito lo scambio e poi sono intervenuti bloccando e arrestando le ragazze. La perquisizione personale ha consentito di rinvenire due smartphone e un tablet con le foto rubate durante l'incontro. Non si esclude che le due ragazze, che ora si trovano a Rebibbia, possano aver già colpito in precedenza per cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei carabinieri.

Cosa fare in casi come questi? Alcuni basilari consigli possono aiutare a prevenire crimini di questo tipo. In primo luogo sarebbe sempre opportuno evitare di intraprendere sessioni di video-chat con sconosciuti ed in ogni caso non fornire mai riferimenti e dati personali (quali nome e cognome, residenza, e-mail od account su eventuali social network) oppure mostrare elementi facilmente riconoscibili, come ambienti domestici o lavorativi.

E' fondamentale, inoltre, qualora si rimanga vittime di tali delitti, non cedere al ricatto e contattare prontamente le forze dell’ordine ricordando di portare agli uffici di polizia quanto più materiale possibile riguardante l’estorsione, cioè catture video della adescatrice, eventuali email o messaggi ricevuti e gli estremi delle modalità del pagamento richiesto.