Richiamo del ministero: «L’ente è deficitario»
CHIETI. E adesso il Comune con i conti in rosso rischia anche una sanzione con un taglio ai finanziamenti statali. A metterlo nero su bianco, con una lettera inviata ai vertici dell’amministrazione...
CHIETI. E adesso il Comune con i conti in rosso rischia anche una sanzione con un taglio ai finanziamenti statali. A metterlo nero su bianco, con una lettera inviata ai vertici dell’amministrazione Di Primio e anche alla prefettura, è il ministero dell’Interno che chiede lumi sui conti dell’esercizio finanziario 2015. Il ministero ha inserito il Comune di Chieti tra le amministrazioni «deficitarie» e cioè «gli enti locali che presentano gravi e incontrovertibili condizioni di squilibrio finanziario». E il Comune di Chieti, con il suo buco da 10 milioni di euro, non è l’unico della provincia a essere finito nel mirino: anche le amministrazioni di Ari, Civitaluparella e Civitella Messer Raimondo, enti messi addirittura peggio del Comune di Chieti in quanto dichiarati «dissestati», hanno ricevuto l’altolà ministeriale.
«Gli enti locali strutturalmente deficitari», ricorda il ministero nella nota inviata al Comune, «sono assoggettati ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi»: secondo il ministero, «il costo complessivo della gestione dei servizi a domanda individuale, riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con i relativi proventi tariffari e contributi finalizzati in misura non inferiore al 36%». Adesso, il Comune dovrà inviare le sue risposte al dicastero a stretto giro. E il ministero invita alla «scrupolosa osservanza delle disposizioni».
Il ministero parla anche delle possibili sanzioni che potrebbero ricadere sul Comune: «Le sanzioni da applicare con riferimento alle certificazioni per l’anno 2017, a seguito della rilevazione dell’inadempienza nell’anno 2018, andranno calcolate con riferimento all’1% delle entrate correnti risultanti dal certificato al rendiconto dell’anno 2016 e, ove tale certificato non risulti presentato, al certificato dell’ultima annualità disponibile». (p.l.)

