Riconversione dell’ospedale Il caso approda in Vigilanza

Guardiagrele. Febbo, presidente della commissione, convoca Mascitelli e Muraglia L’opposizione consiliare di centrodestra: timori per gli orari ridotti al Pronto soccorso
GUARDIAGRELE . Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, nella sua veste di presidente della commissione di vigilanza della Regione, ha convocato per questa mattina in audizione il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli e il direttore del Dipartimento per la Salute e il Welfare Angelo Muraglia, al fine di procedere alla verifica della possibilità di istituire a Guardiagrele l’ospedale per acuti a valenza medico geriatrica. «Dopo la presentazione e l’approvazione della risoluzione n. 40 per l’individuazione del presidio di Guardiagrele come “ospedale di area disagiata”», sottolineano i consiglieri comunali di Progetto per Guardiagrele Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console, «continua quindi l’impegno del consigliere Febbo a favore del nostro ospedale. A lui, che sta lavorando in sinergia con i consiglieri comunali di minoranza e l’associazione “Diritto è Salute” esterniamo il nostro più vivo ringraziamento per l’impegno finora profuso». Intanto, sempre per quanto riguarda il presidio ospedaliero guardiese, in queste ultime ore nella cittadina sono circolate voci sulla possibile riduzione da 24 a 12 ore dell’accesso al Punto di primo intervento (ex Pronto soccorso). «Questo», osservano i consiglieri di Progetto per Guardiagrele, «significa che dalle 20 alle 8 del mattino successivo, non ci sarebbe più l’assistenza sanitaria in ospedale. Insomma, sarebbe l’ennesimo schiaffo ai cittadini guardiesi e a quelli di tutte le altre località del comprensorio. Purtroppo», sottolineano i consiglieri, «nonostante si continui a denunciare la carenza del servizio sanitario nell’intera provincia e a chiedere con forza di ripristinare le attività sanitarie a Guardiagrele, i burocrati della Asl, con la silente connivenza dei politici regionali e dei sindaci della loro parte politica, continuano a ridurre i servizi sul territorio. Da una lato, quindi, ci sono i cittadini e parte delle istituzioni che si adoperano per riportare i servizi sanitari sul territorio e dall’altro, la giunta regionale e la Asl che continuano a fare tagli, mentre la spesa sanitaria aumenta. Noi però», concludono i consiglieri, «non molleremo e insieme ai cittadini continueremo ad alzare con forza la voce per difendere il sacrosanto diritto alla salute e alla vita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

