Riconversione ospedale «Tutelati gli anziani»

22 Luglio 2016

Guardiagrele. Di Crescenzo e la proposta di riordino del Santissima Immacolata «Ciò che importa è che ai cittadini venga garantito il diritto alla salute»

GUARDIAGRELE. L’accoglimento della proposta della Regione per la riconversione del locale ospedale Santissima Immacolata da parte dell’amministrazione comunale, ha suscitato la piena soddisfazione della responsabile delle politiche sociali del Pd Abruzzo, Gianna di Crescenzo. «Si tratta infatti», spiega Di Crescenzo, «di un progetto al quale l’assessore regionale Silvio Paolucci, sta lavorando dal suo insediamento e che ha visto, nella sua fase di perfezionamento, una completa apertura da parte dei vertici della Asl. È bene ricordare», continua Di Crescenzo, «che i decreti dall’allora commissario ad acta Gianni Chiodi, avevano deciso la chiusura dell’ospedale guardiese, salvaguardando il solo distretto sanitario di base e pochi altri servizi. Una scelta, confermata in seguito, dalla sentenza del Consiglio di Stato, ma a cui l’assessore regionale alla sanità non ha però dato seguito, riconoscendo la centralità e l’importanza del presidio guardiese».

Di Crescenzo ricorda che già dall’estate del 2014, erano stati previsti il laboratorio analisi, il centro raccolta sangue, la diagnostica per immagini, il servizio di diabetololgia, quello di endoscopia, la farmacia, la diagnostica vascolare, la dialisi, la reumatologia, la day surgery e la terapia fisica e strumentale, Adi, Cup e 90 posti letto. «Non posti letto per acuti», precisa Di Crescenzo, «ma un’assistenza rivolta soprattutto all’utenza anziana e alle cronicità e che punta a decongestionare il Santissima Annunziata di Chieti. Dunque», aggiunge Di Crescenzo, «una tipologia di presidio sanitario, pensato per andare incontro alla domanda di assistenza della società attuale, sempre più over 80 e, a quanti, purtroppo, devono affrontare patologie dal lungo decorso». L’esponente Pd, ricorda poi che i posti letto non sono mai stati messi in discussione, prevedendone 20 per gli assistiti dell’ex “Villa Pini”, altrettanti di Residenza protetta riabilitativa psichiatrica, Residenza protetta per disabili adulti e residenza protetta per anziani e, per finire, vi è l’ospedale di Comunità, gestito dai medici di medicina generale, con altri posti letto e l’importantissimo servizio di emergenza urgenza. «L’assessore Paolucci», ricorda Di Crescenzo, «in un incontro a Comino nella sede dell’Asd, aveva recepito le istanze e le segnalazioni di operatori e cittadini e, sempre in quell’occasione, il dottor Fioravante Di Giovanni, direttore dell’Area distrettuale Sangro-Aventino, aveva riportato la positiva esperienza di sanità territoriale che già da tempo ha preso avvio negli ospedali di Casoli e Gissi. Gli ovvi e prevedibili problemi presenti nell’ospedale guardiese sono da addebitarsi al fatto che i servizi vanno riconvertiti e non attivati da zero, situazione paradossalmente più semplice, come è avvenuto, ad esempio, per la struttura casolana. Ora, questa nuova sinergia tra Regione, Asl e amministrazione comunale e, l’apertura di quest’ultima alla sanità territoriale», osserva Di Crescenzo, «si spera non subisca ulteriori rallentamenti in sede di commissione comunale per il diritto alla salute, dato che l’indeterminatezza, il temporareggiare e l’indecisione, hanno nuociuto, soprattutto a pazienti ed operatori. Non importa», conclude Di Crescenzo, «come si chiamerà l’ospedale cittadino con l’adeguamento alla normativa sanitaria, se ospedale di territorio o casa della salute: l’importante è che ai cittadini, in particolare a quelli delle aree interne, venga assicurato il diritto alla salute».

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