Ricordato il sindaco eroe «Esempio per i giovani»

26 Gennaio 2023

Emozioni e lacrime ieri per Donato Iezzi, morto 20 anni fa travolto da un treno «Hai segnato la storia del nostro paese». Le parole della vedova e dei tre figli  

TORINO DI SANGRO. Pioggia scrosciante e freddo. A fare da cornice ieri mattina alla cerimonia in ricordo di Donato Iezzi, il sindaco morto a 34 anni il 15 gennaio 2003 mentre cercava di evitare un’alluvione nel suo paese, è stato un cielo plumbeo e nuvole cariche di pioggia. Proprio come quel giorno. Un particolare che ha reso ancora più struggente il ricordo.
LA FAMIGLIA«Questa pioggia mi fa rivivere quello che avvenne quel giorno», ha detto senza riuscire a trattenere le lacrime la moglie di Iezzi, Cinzia Colonna, davanti alla stele che ricorda in marito e poi davanti alla targa realizzata a sua perenne memoria. “Politica significa umile servitore. Datemi la vostra fiducia e onorerò fino in fondo il mio mandato”: la frase pronunciata da Iezzi subito dopo la sua elezione è stata incisa sulla targa. «È esattamente quello che pensava e che ha fatto Donato fino alla fine», ha ricordato la moglie. Accanto a lei i tre figli Giulio, Damiano e Simona e la sorella di Donato. «È per noi un orgoglio essere suoi figli», ha detto il primogenito. Un bacio lanciato alla stele prima di ricordare il sacrificio di Donatoe dare inizio della cerimonia aperta dalle note del Silenzio.
LE AUTORITÁAccanto al sindaco Nino Di Fonso, il presidente della Provincia Francesco Menna, gli assessori regionali Daniele D'Amario, Nicola Campitelli e Nicoletta Verì, il presidente di Anci Abruzzo e sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto e diversi sindaci del territorio. Di Fonso ha deposto una corona nel punto in cui Donato perse la vita.
IL SINDACO«Sono passati 20 anni», ha ricordato Di Fonso, «da quel tragico giorno che ha segnato in maniera indissolubile la vita e la storia del nostro paese. Donato Iezzi è stato un fulgido esempio di amministratore dedito al lavoro, al suo mandato e con un amore infinito per Torino di Sangro».
LA PROVINCIAAnche per il presidente della Provincia, Iezzi è stato un esempio. «Il sindaco eroe è un esempio per tutti noi e per i giovani e le future generazioni», ha detto Menna, «ha dimostrato un altissimo senso del dovere. Ha amministrato con imparzialità e dedizione. Non a caso ha ottenuto la medaglia al valor civile». Per Gianguido D'Alberto, Iezzi è stato uno straordinario servitore della patria: «Ha lasciato un vuoto enorme», ha detto D'Alberto, «non solo nella sua famiglia ma anche fra i suoi concittadini e fra gli amministratori. È caduto onorando la fascia tricolore. Un esempio divenuto patrimonio della nostra memoria e che dobbiamo indicare ai giovanii».
LA PROTEZIONE CIVILECommosso il ricordo della Protezione civile che ha intitolato il gruppo di volontari a Donato Iezzi. «Abbiamo intitolato la Protezione civile a te perché sei stato l'esempio di generosità per il bene comune. Portare il tuo nome sulle nostre divise è per noi motivo di orgoglio. Ci fai ricordare sempre chi sei stato». Nel pomeriggio poi la messa nella chiesa di Maria Santissima di Loreto.
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