Ricorso al Riesame dei 3 arrestati

24 Luglio 2018

I difensori: non ci sono ragioni per tenerli ancora ai domiciliari

VASTO. “Operazione Eterno riposo”. I tre dipendenti comunali arrestati all’inizio del mese: Luisito Lategano, Antonio Recinelli e Franco D’Ambrosio, compariranno giovedì davanti ai giudici del Tribunale del riesame al quale si sono appellati i difensori, gli avvocati Antonello Cerella e Massimiliano Baccalà. Chiedono di tornare in libertà. «Non ci sono motivi per i quali i nostri assistiti debbano restare ai domiciliari», dice l’avvocato Cerella. Non la pensano così la Procura di Vasto. Soprattutto dopo che l’audizione dei 14 indagati ha rafforzato l’ipotesi accusatoria. Qualcuno degli indagati si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma altri hanno confermato il malvezzo dei pagamenti illegali ai tre dipendenti. Gli accusati negano di avere mai preteso o indotto i cittadini a versare denaro per le tumulazioni, esumazioni e trasferimento delle salme e parlano di mance. Peccato che in qualche caso le “mance” fossero di 700 euro. IL dirigente del commissariato, Fabio Capaldo, aveva chiesto ai 14 privati indagati di collaborare e qualcuno lo ha fatto. C’è stato anche chi ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee fornendo risposte esaustive e preziosi elementi sui quali proseguire le indagini. Al momento non sono spuntati fuori altri nomi, ma non è escluso che possano essere i tre arrestati a farli. L’inchiesta prosegue e la speranza degli investigatori è che i cittadini disposti a collaborare con la polizia diventino sempre di più. La polizia giudiziaria sta esaminando il voluminoso faldone preso in municipio e riguardante le tumulazioni degli ultimi anni, ma anche la traslazione delle salme dalle tombe alle urne.
Dopo il blitz del 5 luglio in municipio, gli agenti stanno spulciando documenti, ricevute e altro materiale cartaceo aggiunto ai documenti sequestrati a maggio. (p.c.)
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