Ricorso respinto, Del Vecchio resta sospeso
Ateneo, per i giudici il dg può ricommettere reati. Ma la difesa non si arrende e va in Cassazione
CHIETI. Il direttore generale dell'università D'Annunzio Filippo Del Vecchio resta sospeso per sei mesi dal suo incarico. I giudici della Corte d'appello dell’Aquila hanno rigettato la richiesta del suo avvocato, Stefano Rossi, di annullare il provvedimento di interdizione emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti Antonella Redaelli, nell'ambito di un'inchiesta per abuso e falso coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Le motivazioni della decisione non sono state ancora depositate, ma è evidente che i tre giudici Giuseppe Romano Gargarella (che presiedeva il collegio), Guendalina Buccella e Mario Cervellino abbiano pensato che il dg sospeso avrebbe potuto reiterare il reato se fosse tornato al suo posto all'università D'Annunzio. L'unica esigenza cautelare che aveva motivato il provvedimento interdittivo era infatti quella relativa alla reiterazione del reato ed è dunque su questo argomento che si è incentrata la decisione del collegio giudicante. L'avvocato Rossi è ora in attesa di leggere le motivazioni che verranno rese note entro il 10 maggio prossimo. Solo dopo averne preso visione, Rossi deciderà se ricorrere in Cassazione, anche se pare sia questa la volontà di Del Vecchio. Nel frattempo la sua permanenza alla D'Annunzio resta sempre più appesa a un filo. L'articolo 4 del suo contratto stipulato il 2 dicembre del 2016 prevede la possibilità del "licenziamento per giusta causa". A ricordarlo direttamente al decano Michele Vacca è stato il direttore generale del Ministero della pubblica istruzione dell'università e della ricerca (Miur) Daniele Livon, in risposta proprio a una sollecitazione di Vacca. L'inchiesta che ha messo nei guai Del Vecchio, insieme all'ex rettore Carmine Di Ilio, è partita da un esposto in procura dell'ex consigliere d'amministrazione ed ex direttore del Museo universitario, Luigi Capasso. Di Ilio si è dimesso dall'incarico di rettore e ha chiesto al gip la revoca dell'interdizione, revoca accordata proprio grazie alle dimissioni. (a.i.)

