Ricoverata in Ortopedia, positiva al test

12 Marzo 2020

Novantunenne con il femore rotto accusa i sintomi durante la degenza. Anziana trasferita a Chieti, reparto sanificato

LANCIANO . Scopre di essere positiva al coronavirus durante il ricovero nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Renzetti per la rottura del femore. La paziente, una novantunenne di Casoli, è ora nel reparto di malattie infettive di Chieti mentre il reparto del Renzetti è stato sanificato, senza essere chiuso. Secondo caso di positività al coronavirus a Lanciano. Dopo il 32enne lancianese dimesso ieri dall’ospedale di Chieti perché guarito, ad essere stata infettata è una anziana che era ricoverata da domenica sera nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Renzetti per la rottura del femore.
L’anziana è entrata in pronto soccorso a seguito del trauma provocato da una caduta in casa, a Casoli, e al suo ingresso non aveva mostrato sintomi da Covid 19. È stata quindi sottoposta alle visite di routine previste dal percorso femore, come raggi, visita cardiologica. Ha avuto poi febbre il giorno dopo, ma come precisato in una nota dalla Asl Lanciano- Vasto- Chieti, «era stata già isolata». È stata quindi sottoposta al tampone, risultato martedì sera positivo al Covid 19. Ieri in ospedale, diffusa la notizia della positività, si sono vissuti momenti di ansia e apprensione anche da parte del personale che è stato a contatto con la donna, poi trasferita nell'unità operativa di Malattie infettive a Chieti. Dopo riunioni nella sede Asl si è proceduto con la sanificazione del reparto del Renzetti, che è rimasto operativo. Una mancata chiusura dell’unità e una mancata quarantena per tutti i medici, gli infermieri, gli Oss venuti a contatto con l’anziana che ha fatto storcere il naso a molti, che hanno chiesto delucidazioni alla Asl sui social: «Non è stata e sarà chiusa alcuna attività all'ospedale di Lanciano», precisa il manager Thomas Schael, «e anche gli operatori sanitari che hanno avuto contatti con la paziente, in assenza di sintomi, restano a lavoro. Lo dice una circolare aziendale nella quale viene richiamato il contenuto delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, che non prevedono la quarantena per gli addetti all'assistenza sanitaria e ai servizi pubblici essenziali che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva. Gli stessi operatori, ovviamente, vengono sottoposti a vigilanza sanitaria e sospendono poi l’attività in caso di febbre. Queste sono le disposizioni governative e vanno osservate, soprattutto da parte del personale chiamato in questo particolare momento a prestare la propria preziosa professionalità a tutela della salute collettiva. Diversamente si corre il rischio di chiudere per quarantena interi ospedali».
La Asl poi da ieri ha avviato, come da prassi, il tracciamento dei contatti che la 91enne ha avuto negli ultimi 14 giorni: i familiari per ora sono in isolamento domiciliare fiduciario e sorveglianza attiva, come conferma il sindaco di Casoli Massimo Tiberini. «La Asl mi ha comunicato il caso positivo di Covid 19 dell’anziana», dice, «e sono già state attivate tutte le misure di contenimento del contagio: in primis la messa in quarantena del nucleo familiare. Mai avrei voluto ricevere e dare una notizia del genere, ma rassicuro tutti dicendo che sono scattate tutte le misure necessarie per monitorare la situazione».
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