«Ricoveri in calo senza personale»

6 Febbraio 2022

Ospedale. Marongiu (Pd): ospedale con numeri bassi, è a metà delle potenzialità

LANCIANO. «Ben vengano i concorsi per i primari, ma devono essere chiusi visto che quello di neurologia è finito da tre anni e non c’è ancora la nomina. E poi servono medici, infermieri e operatori socio sanitari visto che l’ospedale si sta consumando e non riesce più a ricoverare pazienti per carenza di personale». È il consigliere comunale e segretario provinciale del Pd Leo Marongiu a commentare la notizia dell’avvio da parte della Asl di 9 concorsi da primario (cardiologia-Utic, neurologia, chirurgia, medicina d’urgenza, patologia clinica, ostetrica-ginecologia, oncologia, ortopedia e radiologia), attesi da anni. La Asl ha anche chiesto 5 milioni alla Regione per iniziare a spostare alcuni reparti per fare posto al nuovo presidio.
«Che se realizzato secondo l’idea cuci-scuci del manager Asl è una follia», avverte Marongiu. «Credo che con questi annunci non ci sia precisa contezza delle condizioni attuali dell'ospedale Renzetti», spiega il consigliere. «Tra personale che manca, o continuamente spostato, il presidio si sta consumando. Il dato più emblematico è quello sui ricoveri medi giornalieri che sono meno della metà della potenzialità complessiva: circa 60, il punto più basso di sempre. A Vasto i numeri sono maggiori».
Cosa significa? «Che il Renzetti non riesce più a ricoverare pazienti per carenza estrema di personale: dai primari ai dirigenti medici che, quando vengono assunti, sono a tempo determinato», risponde Marongiu. «Serve la riorganizzazione seria della macchina burocratica e amministrativa della Asl, coinvolgendo la Regione sul personale con il pressing del sindaco Filippo Paolini e poi degli altri sindaci che, come Enrico Di Giuseppantonio, invece si sono fatti sentire». Per Marongiu, infatti, Paolini ha un atteggiamento «remissivo» nei confronti di Asl e Regione. Anche sul nuovo ospedale: «È follia accettare il progetto cuci e scuci, ossia la realizzazione del nuovo presidio nel vecchio tramite l’abbattimento degli edifici dal laboratorio analisi/chiesa all'obitorio», sostiene Marongiu. «Sarebbe un colpo mortale per l’ospedale perché causerebbe gravi disagi all’attività con il rischio di spostare altrove ulteriori reparti e servizi. La soluzione prospettata anche al manager, la torniamo a chiedere: costruire un unico grande monoblocco nell’area dell’obitorio, dell’eliporto e del parcheggio che non intacca la funzionalità del vecchio Renzetti». (t.d.r.)
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