«Ridate all’ospedale di Chieti le unità operative spostate a Pescara»

CHIETI. I problemi della sanità teatina arrivano sul tavolo ministeriale. Il nuovo comitato civico “Salute pubblica” Chieti ha inviato una lettera al ministro della salute Beatrice Lorenzin per...
CHIETI. I problemi della sanità teatina arrivano sul tavolo ministeriale. Il nuovo comitato civico “Salute pubblica” Chieti ha inviato una lettera al ministro della salute Beatrice Lorenzin per denunciare il «depotenziamento che potrebbe essere determinato dalla collocazione di alcune Unità operative complesse nel presidio ospedaliero di Pescara».
Il nuovo comitato, costituito dai giornalisti Adriano Ciccarone, Mario D’Alessandro, Ugo Iezzi, dai medici Emidio Mastrovecchio e Walter Palumbo e da Manlio Madrigale, si dice favorevole alla realizzazione del Dea di secondo livello attraverso l’integrazione dei due ospedali di Chieti e Pescara. «Per quanto riguarda Chieti-Pescara», scrive il comitato al ministro, «ci troverebbero d’accordo e che realizzerebbero una seria e giusta integrazione tra i due presidi per il Dea di secondo livello, sulla base, però, dell’acquisizione di analisi, di percorsi assistenziali, di definizione di protocolli e di indicazioni operative, condizioni necessarie ed indispensabili oltre che per una reale ed efficace integrazione funzionale, anche e soprattutto per evitare rischi per i cittadini. Una integrazione che richiederebbe la “restituzione” all’ospedale clinicizzato di Chieti di alcune Unità operative complesse, (Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica e Pneumologia) che, in quanto qualificanti e complementari al polo cardiochirurgico esistente, riporterebbero in equilibrio il sistema realizzando quella correlazione funzionale ottimale per due ospedali in ambito Dea».
Nella lettera si affrontano anche i problemi della centrale operativa del 118 e del Dipartimento di emergenza di secondo livello, la cui sede, si legge nella lettera, è rimasta in sospeso. Le due strutture dice il comitato, «in base ai dati di accesso al Pronto soccorso validati dall’Agenzia sanitaria regionale, dovrebbero essere collocati senza ombra di dubbio presso il policlinico teatino. Chiediamo, pertanto, di prendere nella dovuta considerazione le summenzionate proposte raccordandole ai provvedimenti adottati e a quelli in via di approvazione della giunta abruzzese in modo da garantire una rivisitazione e un riequilibrio di unità operative tra i presidi di Chieti e Pescara e di definire, nel contempo, chiaramente i ruoli, le competenze e le organizzazioni operative integrate dei presidi, soprattutto a tutela e garanzia dei percorsi di salute dei cittadini».

