Ridotte le chiusure dell’acqua ma continuano i guasti sulla rete

Ieri intervento d’urgenza per una falla in contrada Nasuti di Lanciano: disagi in dieci comuni frentani D’Ippolito (Sasi): la situazione alle sorgenti è lievemente migliorata, ma serve la neve per stare sereni
LANCIANO. «Ci saranno ancora delle chiusure, ma saranno ridotte al minimo e legate soprattutto alle riparazioni. La crisi idrica non è affatto sparita, ma la situazione alla sorgente è leggermente migliorata. Servirà la neve, però, per poter respirare». È il direttore area tecnica Sasi, Pio D’Ippolito, a far tirare un sospiro di sollievo ai 160mila utenti Sasi, messi in ginocchio dalla carenza di acqua che da oltre un anno porta a chiusure e razionamenti quotidiani. Anche a novembre, cosa mai avvenuta prima, ci sono state chiusure programmate che hanno riguardato ben 43 comuni degli 87 serviti dalla Sasi. Rubinetti a secco anche nei centri maggiori come Lanciano, Vasto, San Salvo dove però la situazione è andata migliorando nei giorni scorsi. Resta invece sempre critica per i Comuni del vastese serviti dall’acquedotto Sinello.
«Già in questi primi giorni di dicembre abbiamo visto dimezzarsi le chiusure», fa notare D'Ippolito, «nonostante il consumo maggiore per via dei frantoi. Sono interruzioni nell’area frentana legate soprattutto alle riparazioni (come quella di ieri in contrada Nasuti di Lanciano che ha fatto sospendere l’erogazione dalle 10 a tarda serata in dieci comuni del Frentano, ndc). Stiamo infatti procedendo con la ricerca perdite che ci permetterà di recuperare litri preziosi. Poi la pioggia sta alimentando almeno le sorgenti superficiali e fa respirare alcuni comuni». Come aveva detto nei giorni scorsi il presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, si era toccato il fondo alla sorgente del Verde, che serve l’80% degli utenti, con il minimo di acqua captata (ovvero solo 800 litri al secondo rispetto ai 1.200 necessari), si poteva solo risalire. «A dicembre ci saranno chiusure», precisa D’Ippolito, «ma saranno minori e spesso se vediamo che l’acqua c’è, le evitiamo del tutto».
E l’elenco dei comuni con i rubinetti a secco si è più che dimezzato, anche se ci sono quelli del Vastese, della tratta Casoli-Scerni, e Guardiagrele che continuano a soffrire. E soffrono anche le contrade di Lanciano Villa Elce, Sant’Onofrio, Villa Pasquini, Rizzacorno, Carrieri, Villa Andreoli e Serre. «Nelle contrade c’è un problema di sottodimensionamento strutturale di reti e serbatoi», ripete D’Ippolito, «che si aggiunge alla carenza di acqua. Stavamo affrontando il problema con il Comune, ma ora è cambiata l’amministrazione e dobbiamo ripartire». Si deve parlare della sistemazione di elettropompe al serbatoio di Marcianese, già prese dalla Sasi, ma soprattutto dell’acquisto di un nuovo serbatoio per le contrade di Sant'Onofrio, Villa Elce, Iconicella e della sostituzione di 4 chilometri di tubi. «Lavori che esulano da quelli previsti con i 41,5 milioni di euro che la Sasi riceverà dal Pnrr», spiega il dirigente, «e che abbiamo già diviso su tre linee di intervento; due sulla tratta Fara-Casoli-Scerni e l’ammodernamento dei pozzi di Fara per 27 milioni, e uno per la realizzazione del potabilizzatore ad Altino e le linee di interconnessione tra le sorgenti per avere più acqua per 14 milioni. Pozzi di pompaggio di Fara che speriamo di poter spegnere a giorni perché sono accesi da un anno».
E intanto arrivano le bollette che sollevano le proteste, sia di coloro che pagano per un servizio avuto a singhiozzo e sia perché arrivano già scadute.
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