Rifaceva seni e nasi a casa Al via il processo al chirurgo

SCERNI. È accusato di aver utilizzato farmaci scaduti nel corso di prestazioni di chirurgia plastica che avvenivano in un’abitazione situata nelle campagne di Scerni e in una del quartiere Romito-Vitt...
SCERNI. È accusato di aver utilizzato farmaci scaduti nel corso di prestazioni di chirurgia plastica che avvenivano in un’abitazione situata nelle campagne di Scerni e in una del quartiere Romito-Vittoria di Firenze, dove aveva allestito due sale operatorie ritenute carenti dal punto di vista strutturale. Ieri mattina per il dottor Alessandro Silvestri è cominciato il processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Vasto, Stefania Izzi. Il magistrato ha ascoltato una decina di testimoni e fra loro la sorella del medico, Maria Grazia Silvestri, e i carabinieri del Nas. Mancavano però due testimoni importanti, la moglie dell’imputato ed una collaboratrice. Saranno ascoltate nel corso della prossima udienza fissata per il 28 marzo. Quel giorno il giudice e il pm Torraco ascolteranno anche gli uomini della guardia di finanza che eseguirono le indagini con i carabinieri del Nas. L’inchiesta partì tre anni fa. A coordinare le indagini fu il sostituto procuratore della Republica di Vasto, Enrica Medori. L’attività investigativa coordinata dal magistrato venne eseguita dal Nas di Pescara in collaborazione con i colleghi e la guardia di finanza di Firenze, la compagnia dei carabinieri di Atessa e la compagnia della guardia di finanza di Vasto. I controlli vennero effettuati in tre diverse abitazioni in provincia di Chieti e Firenze ritenute ambulatori dove venivano eseguiti interventi di blefaroplastica, mastoplastica additiva, liposuzione e rinoplastica. Stando alle accuse formulate dalla Procura, in base al materiale rinvenuto dai carabinieri, il professionista avrebbe utilizzato medicinali scaduti di validità anche da un paio d’anni e dispositivi medicali (siringhe, bisturi) non più sterili. Per questo motivo il chirurgo 57enne venne denunciato e le due sale operatorie, per un valore di circa un milione di euro, furono sequestrate. L’imputato, che ieri non era in aula, ha sempre rigettato le accuse ed è pronto a farlo anche durante il processo. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

