Rifiuti, accuse in aula sul “nuovo” Civeta

Vasto. Il centrosinistra: «FdI vuole sciogliere il Consorzio». La replica: «Chiediamo garanzie precise»
VASTO. Il centrosinistra evidenzia la spaccatura che si è creata nell’opposto schieramento al momento del voto, mentre per il centrodestra la delibera votata dalla maggioranza mette a rischio il Civeta e le casse comunali. È polemica dopo il consiglio comunale che ha approvato la trasformazione del Consorzio di Cupello in società di capitali dando mandato al commissario straordinario Valerio De Vincentiis di predisporre gli atti necessari per la costituzione del nuovo soggetto giuridico che si occuperà dei servizi svolti finora dall’ente consortile nato per la gestione del polo impiantistico di Valle Cena.
«Su un tema così delicato ed importante il centrodestra si è spaccato», sostengono i gruppi di maggioranza, «tutti i consiglieri comunali, ad eccezione di Guido Giangiacomo, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani, hanno approvato la trasformazione del Civeta in società in house a capitale interamente pubblico. Si è deciso di seguire l’indirizzo già espresso dai comuni di Scerni e Cupello per salvaguardare il patrimonio del Consorzio. La proposta di delibera presentata invece dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia avrebbe portato all’amaro risultato di sciogliere il Civeta e consegnarlo gratuitamente ad altri territori e interessi. Abbiamo quindi gettato le basi per l’avvio del processo di chiusura della fase di commissariamento, per salvaguardare gli impianti di proprietà dei comuni-soci, oltre che restituire la governance del Civeta al nostro territorio. Con la società in house verrà mantenuto un controllo sugli indirizzi gestionali che dovranno poi essere attuati dall’organo amministrativo della società», concludono i gruppi consiliari di maggioranza.
Secca la replica di Giangiacomo, Prospero e Suriani. «Mentre la maggior parte dei comuni consorziati chiede chiarezza, contabile e patrimoniale, sullo stato del Consorzio, l’amministrazione Menna si affida a una delibera “fideistica” per accelerare sulla strada della società di capitali», commentano i tre consiglieri di Fratelli d’Italia, «noi abbiamo votato una delibera perfettamente in linea con le richieste delle altre amministrazioni del territorio, cominciando da quella di San Salvo, che esprimono un parere favorevole alla trasformazione del Civeta, ma chiedono adeguate garanzie al commissario, da fornire entro il 30 settembre. Ma perché Vasto si è allineato al deliberato “made in Cupello” e non a quello di tutti gli altri comuni? È veramente difficile comprendere l’atteggiamento del sindaco Francesco Menna, che dopo avere accantonato i destini del Civeta in sei anni di governo, si è adesso espresso in colpevole ritardo sul tema, ignorando qualsiasi principio di prudenza, in un comune che già ha i conti in disordine come il nostro. E arrivando per ultimo, come al solito, a deliberare sul Civeta», concludono Giangiacomo, Prospero e Suriani.
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