Rifiuti al San Camillo, scatta la condanna

14 Aprile 2018

Discarica abusiva all’ex ospedale: pena di un anno e 6mila euro di multa per il dirigente Asl Manci, assolto Zavattaro

CHIETI. Una condanna a un anno e 6mila euro di multa per il cortile dell’ex ospedale San Camillo ridotto a una discarica abusiva. Secondo la sentenza del giudice Isabella Maria Allieri, il dirigente Asl Filippo Manci, ex sindaco di Mozzagrogna, avrebbe dovuto vigilare che frigoriferi, letti, computer, incubatrici per neonati e vecchi faldoni fossero accatastati all’ingresso dell’edificio chiuso dal 2006: anche se la discarica è stata rimossa e nonostante la richiesta di assoluzione avanzata dalla procura con il pm d’aula Natascia Troiano, il tribunale ha condannato Manci. E ha disposto, ma senza quantificarlo, anche il risarcimento del danno a carico della Asl, costituita parte civile con l’avvocato Augusto La Morgia: se la Asl vorrà essere indennizzata dal suo dirigente, a capo del settore Investimenti e manutenzione, dovrà fare una causa civile.
Il reato contestato è di tipo ambientale con la violazione del decreto legislativo 152 del 2006: l’accusa dice che Manci avrebbe «realizzato» una discarica senza autorizzazione. Il dirigente, assistito dall’avvocato Andrea Di Lizio, ha annunciato che presenterà ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. Tra 90 giorni saranno rese note le motivazioni.
Il procedimento penale, innescato da un intervento risalente al 2014 del corpo forestale di Chieti con il sequestro dei rifiuti «pericolosi e non pericolosi» nell’area del San Camillo, ha coinvolto anche l’ex direttore generale della Asl Francesco Zavattaro ma l’ex manager, difeso dall’avvocato Marco Femminella, è stato assolto con la formula del «non aver commesso il fatto».
Davanti all’ex ospedale, il 23 gennaio di 5 anni fa, la forestale aveva scoperto una lunga lista di rifiuti: monitor e hard disk per computer, sedie, frigoriferi e frigo termostati, faldoni, apparecchiature mediche, cassettiere e armadietti, lettini, una carrozzella per disabili, pedane, parti di serrande, finestre, un compressore, due bombole di gas propano, tubi, uno scaldabagno elettrico, frigocongelatori, una fotocopiatrice, televisori, apparati illuminanti per sale operatorie, parti di incubatrici per neonati, quadri elettrici.
Adesso, il San Camillo, per decenni presidio per la cura di patologie respiratorie, fa parte dei beni messi in vendita dalla Asl.